mercoledì 29 giugno 2005

Quando...

La mamma l’ho perduta e poi l’ho ritrovata.
Il papà l’ho trovato e non l’ho più perduto.


Quando ero piccolo vivevo in simbiosi con la mamma, mi nutrivo del suo amore esclusivo che contraccambiavo totalmente.

Quando ero adolescente vivevo con profondo disagio il contatto con il mondo che si affollava intorno a me: l’altro sesso, i coetanei, la socialità, alieni di cui aver paura.

Quando ho trovato un ideale così grande da superare il cielo e così totalizzante da cancellare ogni altro interesse, mi illudevo di essere finalmente autonomo. Non mi rendevo conto che stavo sostituendo alla mamma una MAMMA; un simulacro che richiedeva e pretendeva la stessa devozione e lo steso attaccamento e alla quale ero disposto a sacrificare tutto. La voglia di emergere e di primeggiare, diventava regola quotidiana e ordine imperativo interno, in una assurda salita senza fine.

Quando poi il crollo è arrivato….mi sono arroccato in angolo del mio letto, una prigione!

Quando l'ora della consapevolezza è cominciata, le mie debolezze sono diventate la mia forza.
Quelle che credevo le mie forze sono diventate le mie debolezze.

Il papà è comparso nella mia vita, per assurdo, proprio quando fisicamente e intellettualmente, cominciava ad assentarsi e a morire. Era un papà così piccolo da poter essere contenuto, nel palmo della mia mano, in un sogno. Ma pur così piccolo, come un seme in un terreno adatto, è cresciuto. L’ho trovato e non l’ho più perduto.
La mamma finalmente, poteva ritornare, posso permettermi di pensare a lei con tenerezza e accoccolarmi come ogni figlio che ha bisogno di conforto e non teme il suo abbraccio.
Papà e mamma sono con me, sono parte di me.
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