venerdì 13 gennaio 2006

Squadra speciale

Il traffico della città è caotico, per raggiungere la meta, in fretta, non ci sono alternative; salgo in macchina zizzagando nel traffico finchè possibile, poi abbandono l'auto dove capita e proseguo a piedi scansando e urtando la gente senza alcuna importanza; un tram che passa e rallenta è l'occasione per saltarci su, certo è affollato, bisogna sgomitare ma il mio viaggio prosegue di un altro pezzo.
E poi, finalmente, sono ai piedi dell'immenso grattacielo; chiamo l'ascensore, è l'ultima tappa. Arriva, pieno di luci, pulsanti e appendici elettroniche. Programmo la salita al punto più alto; l'ascensore non parte, e non parte neppure dopo innumerevoli tentativi di sboccarlo.
E' inevitabile, deve intervenire la squadra speciale; un gruppo selezionato di persone dalle competenze più varie che dovrà risolvere in emergenza il problema.
Immediatamente vengono avviate le prove attitudinali per la selezione.
Io sfortunatamente non passo quelle logiche e matematiche e sono scartato, ma altre persone che conosco sì!
Sono umiliato non faccio parte della squadra speciale, non posso completare il percorso, non posso raggiungere la vetta del grattacielo.

(Sogno del 5/1)

Quando ci si pone traguardi irraggiungibili o quando il raggiungimento dei propri obiettivi è ossessivo, occorre fermarsi, non c'è alcuna meta sociale, e neppure spirituale o religiosa che possa giustificare la corsa all'infinito.
Per definizione l'infinito non è raggiungibile, spesso chi l'ha inseguito a tutti i costi ha dovuto accontentarsi del posto più vicino che ha trovato e che raggiungibile lo è: il niente, lo zero.
Se questa ansia fosse cosciente si potrebbe definire orgoglio, superbia, il "peccato" della torre di Babele, ma poichè spesso è compulsiva e non consapevole, probabilmente è segno di un profondo disagio interiore e di insicurezza.
Alt!
Rallentare!
Slow!
Guardarsi dentro scoprire valore di se stessi e valori delle persone che amiamo.
Niente squadre speciali di assalto al grattacielo, mai più attraversare la città ignorando tutto quello e tutti quelli che si incontrano.
La meta è intorno a me e già dentro me.
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