domenica 5 febbraio 2006

L'amore al tempo del colera

Non mi stupisce che il mio post "Racconto di un fidanzamento" ricordi , "L'amore ai tempi del colera" di G.Garcia Marquez, anche se il romanzo l'ho letto per la prima volta solo in questi giorni.
E' che già dalle prime parole c'è una atmosfera familiare:
"Era inevitabile: l'odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati"; siamo nella Colombia del periodo a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento ma per certi aspetti potrebbe benissimo essere la Sicilia del dopoguerra.

Florentino Ariza ha dovuto aspettare 53 anni, 7 mesi e 11 giorni per coronare il sogno d'amore con Firmina Daza, ad un'età, ben oltre i settant'anni, nella quale "i vecchi dovrebbero ormai aspettare la morte".
Mi sono chiesto se, quello del libro, è un finale a lieto fine.
Ma mia risposta istintiva è stata, No!
No, perchè alle spalle ci sono cinquant'anni di vita; da una parte quella di Florentino Ariza riempita di infinite relazioni amorose clandestine, di meschinità, di debolezze, di frustrazioni, ma anche di una tenacia senza sosta; dall'altra parte quella di Firmina, sposa senza amore con un ragazzo innamorato di lei, pieno di risorse, di idee, di capacità.
Amore che col tempo nasce e cresce, intenso e accogliente, pur tra crisi profonde che sembrano insanabili e definitive, e dove la consuetudine non riesce a soffocare mai la personalità. Un amore interrotto dalla morte del marito, vissuta prima con rabbia e rancore e poi con serena consapevolezza della nuova condizione di vedova .

E anche se tutto sembra dire che la parabola della vita è alla fine, nel futuro di entrambi c'è invece spazio per la passione; non è l'amore orfano dei ricordi giovanili, è una nuova tenera storia, "entrambi furono abbastanza lucidi da rendersi conto, in uno stesso istante fugace, che nessuna delle due era la mano che avevano immaginato prima di toccarsi, bensì due mani dalle ossa vecchie".
Una storia che a dispetto del tempo ha bisogno di alimentarsi sulla speranza del futuro:
"-Fino a quando crede che possiamo continuare con questo andirivieni del cazzo?- gli domandò il capitano del battello. Florentino Ariza aveva la risposta pronta da cinquantatre anni sette mesi e undici giorni, notti comprese. -Per tutta la vita- disse".
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