venerdì 3 marzo 2006

Come si forma un ghiacciaio

Adesso provo a spiegare come si crea un ghiacciaio.

I fiocchi di neve che cadono dal cielo sono composti al 90% di aria.
Man mano che la neve si accumula, sprofonda più in basso, la compressione degli strati superiori provoca l'espulsione dell'aria e rende il fiocco sempre più piccolo.
La neve sempre più simile a un granulo può compattarsi e addensarsi (basta pensare per paragone a uno strato di pietre o di sabbia).
Inoltre subentra un'altro fenomeno: la neve superficiale si scioglie (nella stagione calda) e una volta diventata acqua penetra negli interstizi, fra un granulo e l'altro, però man mano che scende si raffredda di nuovo e ghiaccia, rendendo lo strato sottostante sempre più compatto.
Così cresce un ghiacciaio in altezza e in estensione.
Per quanto a volte immenso, un ghiacciaio è pur sempre uno strato appoggiato al terreno sottostante e infatti non è statico, lentamente scivola a valle.

Perchè mi occupo di ghiacciai?

Perchè dopo aver studiato una lezione di scienze con Antonio, per quelle insonsabili e involontarie associazioni mi è venuto in mente il "come si cambia".

Istintivamente mi è sembrato un buon paragone, adatto a visualizzare il lavoro quotidiano che possiamo fare su noi stessi;
quello stratificarsi, giorno dopo giorno, di nuove risorse, di sicurezze interiori, di stima, di affetti, di donazione;
che poi sono gli elementi che costituiscono la personalità di ciascuno, la capacità di amare se stessi e gli altri.

Come quasi tutti i paragoni ha i suoi lati deboli e infatti l'ultima immagine è quella della mancanza di ancoraggio e di slittamento; senza contare che, putroppo, oggi succede il fenomeno inverso a quello descritto e a causa del surriscaldamento dell'atmosfera i ghiacciai si restringono e spariscono anzichè crescere o stabilizzarsi.

Mi serve un'immagine alternativa altrettanto forte e convincente da proporre a me stesso...

Qualcosa che mi riproponga ancora l'idea della stratificazione lenta e continua, ma che abbia una maggiore stabilità finale, che solo eventi veramente devastanti possa disgregare...

Non resta che rimanere nella geologia.

Le rocce sedimentarie sono il risultato finale di un processo di deposizione e compattazione di piccole particelle (soprattutto sui fondali marini o nelle profondità dei grandi laghi). Per questo il termine "sedimentarie", che deriva dal latino "sedimentum" e che significa deposto, si riferisce alla decantazione (o precipitazione) di materiale. Quando l'accumulo raggiunge un certo spessore, il materiale che si trova nella parte inferiore viene compattato dal peso dei sedimenti sovrastanti. Questi sedimenti possono anche venire cementati da sostanze minerali che precipitano chimicamente dalle acque che filtrano attraverso i minuscoli spazi (detti pori) esistenti tra i singoli granuli.

Ora che tutto è chiaro...basta consolidare questo processo anche dentro!
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