martedì 21 marzo 2006

Si gioca per vincere

Si gioca per vincere.
E' un concetto che fin da piccolo era fissato nella mia mente. Soprattutto allora perdere era insopportabile, qualunque fosse il gioco, chiunque fosse l'avversario.
Si giocava con le figurine o con le biglie, con i tappi rovesciati delle bottiglie che diventavano ora ciclisti ora calciatori ora macchine di formula uno; più avanti si giocava a rubamazzetto o a scopa, a dama o a scacchi; e ancora a pallone, a cannette, a calciobalilla,
ma comunque l'obiettivo era vincere e una invisibile velatura ottenebrava i miei occhi quando non era possibile raggiungere questo scopo. Lo stesso senso di sconforto lo provavo anche se l'avversario era un adulto.

Per esempio giocare a dama con papà era frustrante, mi faceva fuori con un solo colpo fino a tre o quattro pedine e irrimediabilmente ero destinato a chiudere la partita in poche battute.
Dicono gli esperti che il gioco è una palestra di vita attraverso la quale si sperimentano comportamenti e limiti, ci si allena a controllare l'aggressività , a gestire vittorie e sconfitte.
Non lo dubito, ma io allora dovrei aver imparato molto!
In realtà mi sembra di aver elaborato una sorta di inconsapevole rivalsa, la convinzione che non bisogna mai "lasciar" vincere perchè bisogna conquistarsi questa capacità giorno per giorno.
Questa idea me la sono portata avanti anche da genitore e quando i miei figli erano piccoli ho adottato la stessa strategia. Mai "lasciarli" vincere finchè non ne fossero stati realmente capaci.
Così sono andate le cose a "braccio di ferro", a subbuteo, con i giochi di carte e con i videogiochi (su questo campo sono stato superato ben presto...).
Come per tanti altri argomenti oggi agirei diversamente!
Mi sento pentito di aver loro fatto provare la stessa frustrazione che provavo da piccolo, pentito perchè, pur non arrivando all'eccesso di quei genitori che fanno carte false pur di far vincere sempre i propri figli, avrei potuto, qualche volta, perdere in modo discreto e, penso, che questo avrebbe accresciuto la fiducia in se stessi.
Quando un giorno sarò nonno, conto di rifarmi; Si cambia!

In rete c'è parecchio materiale su questo argomento io ho letto:

paragrafi :
- IL GIOCO
- L’AGGRESSIVITA’ COMPETITIVA (AGONISMO)

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