venerdì 14 aprile 2006

Io posso!

"Io posso" nel linguaggio gergale con MariaTeresa, è una persona arrogante.
Stamane nel posteggio del supermercato, qualcuno ha posteggiato la macchina proprio davanti all'ingresso; comodo per lui, un intralcio per tutti gli altri.
Ecco quello è il tipico signor "Io posso".
Per capire meglio le sfumature del termine, racconto come nacque alcuni anni fa.
Eravamo a Scoglitti, bellissima località sul mare di Sicilia, purchè non si abbia l'idea di andarci d'Agosto, in quel mese diventa caotica, affollata di macchine che percorrono senza sosta le strette strade dalle sei del mattino alle due di notte.
Naturalmente l'amministrazione comunale tenta dei rimedi, così alcune strade del centro, arrivata la sera, vengono chiuse al traffico per consentire il passeggio pedonale e un minimo di quiete.
Quella sera era mezzanotte e ci accingevamo a rientrare in casa; l'imbocco della via Triestre che stavamo percorrendo, coincideva proprio con il confine della zona interdetta.
Un signore, con una utilitaria un po' malandata, amplificatori a stecca, si ferma davanti alla transenna; scende e comincia rumorosamnete a spostarla di lato per passare.
"Guardi che non si può andare di lì"
Lo apostrofa MariaTeresa, molto ingenuamente, per avvertirlo.
Lui in tutta risposta si ferma un attimo e con forte accento siciliano, stringendo un po' gli occhi, ci guarda con assoluta indifferenza e risponde :
"Io, posso!"
E dal tono si capiva che il breve messaggio includeva altri significati.
"Io posso", non perchè ho un permesso, non perchè ho il garage o l'abitazione, non perchè c'è un'emergenza.
No.
"Io posso" perchè mi interessa il mio tornaconto o perchè intanto ho gli agganci giusti in caso di contravvenzione o ancora perchè voglio dimostrare di saper sfidare le regole.

Così, mentre lui proseguiva imperterrito nella strada a circolazione vietata, per noi, più divertiti che indignati, nasceva il signor "Io posso".
E putroppo da allora a tutte le latitudini continuiamo ad incontrarne.
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