venerdì 22 settembre 2006

Respirazione: inspirazione ed espirazione

Espirazione e inspirazione sono due movimenti istintivi che ci accompagnano dal primo vagito fino all'ultimo respiro.
Questo non significa che lo sappiamo fare bene. Imparare a respirare correttamente migliorerebbe la qualità della vita. Ma qualche volta,
soprattutto da bambini, le cose si complicano.

La casa in cui sono nato aveva due giardini.
Il primo era più che altro un cortile con il pavimento asfaltato e un alto muro che lo separava dalla proprietà del vicino fabbricato.
C'era giusto il posto per un fico al centro dell'area, per il resto solo lo spazio per girarci intorno con il triciclo.
L'altro era adiacente alla camera da letto dei genitori; aveva il terreno erboso, un albero di arance e uno di limoni.
Proprio ad uno di questi alberi è legato uno dei primissimi ricordi della mia infanzia.
E' un ricordo "certo", non "aiutato" da foto o alimentato dal racconto di qualche parente che era presente.
Ero solo in camera da letto e dopo aver mangiato degli spicchi di arancia, mi era rimasto in mano qualche semino.
Non avevo trovato di meglio che inventare il gioco di infilarlo in una narice (!) e soffiarlo via di botto dopo aver preso fiato con la bocca.
Il giochino aveva funzionato per un po', finchè, per un errore di sincronismo, invece di soffiare aspirai!
Il seme del frutto si incastrò nella parte alta del naso e non scendeva più nonostante i miei sforzi.
Sopraggiunse un senso di panico, ma non volevo chiamare in aiuto la mamma per evitare un sicuro rimprovero!
Fortunatamente dopo qualche minuto il seme esplose fuori e io ho potuto mantenere il mio segreto fino ad ora!

Su questo tema dell'aspirare anzichè espirare, molti anni dopo, ci sono ricascato di nuovo.
Questa volta avevo undici anni, ero in convalescenza per qualche malattia e con un amico che mi era venuto a trovare giocavo con un piccolo calciobalilla (una specie di subbuteo ante-literam). Solo che anzichè giocare regolarmente avevamo inventato una opzione che prevedeva di mettere in bocca la piccola pallina d'acciao e sputarla sul campo di gioco.
Soffia una, due, tre volte, infine l'inevitabile errore e, inspirando con la bocca...oh oh...giù nello stomaco. La biglia!
Panico. Mamme e vicine allertate, dita in gola per provocare il vomito, dottore, patate lesse e olio di ricino.
Ordine di utilizzare un vasino da notte per ispezionare sistematicamente le feci. Infine dopo quattro giorni, la pallina concluse il suo percorso.
Pulita accuratamente tornò a fare il suo dovere per molti anni.

In rete:

Respirare bene
Ossigeno ed acqua
Educazione respiratoria
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