lunedì 30 ottobre 2006

Antonio, guerriero di Dio

Il mio terzo figlio si chiama Antonio, più per ricordare un amico che non c'è più che per devozione al Santo.
Un film sulla sua vita mi ha incuriosito perchè tutto sommato di Antonio da Lisbona detto Antonio da Padova, sapevo proprio poco e quel poco era piuttosto smelenso e legato a consunte iconografie popolari.
Ne ho ricavato invece l'idea di un uomo forte e unico che sembra stare quasi tra il Che, Gandhi e GiovanniPaolo Secondo.
La forza delle sue parole contro i ricchi sembra essere una requisitoria attualissima nello scenario della globalizzazione dello sfruttamento dei popoli.

Discorso davanti ai Domenicani a Forlì:

So, cos'è la vanità e ancor oggi me ne sto pentendo e mi addolora e mi raggela l'anima, cercavo Dio tra i manoscritti, nella comodità di un convento. Volevo poi innalzare il mio nome con il ricordo di un martirio in terra d'Africa.
vanità, orgoglio, presunzione.
Io, Dio. Oggi mi accorgo che una semplice, umile consonante cambia tutto.
Io, io non sono nulla.
Dio è tutto.
Io non so dove il mio corpo perverrà per il mondo, ma affido i miei passi. Sono accompagnato dal vento, dalle stelle , dalla pioggia, dal sole.
Non abbiate paura, tutto non finisce qui!
No!



A Padova, sotto le finestre del più tremendo degli usurai:

Valrico, siete come lo scarabeo che raccoglie molto sterco e con grande lavoro lo appallottola; ma ad un tratto passa un asino che mette lo zoccolo sopra lo scarabeo spiaccicando l'uno e l'altro in un attimo.
Pensate di portare la vostra ricchezza nell'angusto ingresso che è la porta della morte, che a stento potrà attraversare l'anima sola e nuda?
I ricchi pensano di essere Dio...
Coraggio, popolo di Padova, danneggiato nel corpo e nello spirito dagli usurai!
Il tempo della vostra ingiustizia sta finendo!
Parlo a te Tebaldo, a tutti i banchieri e alle nuove perfide genie che tra di voi si stanno formando.
Vi siete arricchiti sul pianto, sul sangue di chi ne aveva bisogno, avete reso poveri i ricchi e cancellato dalla vita i poveri, senza pietà, solo per il vostro riscontro, per la vostra ricchezza che a nulla vi servirà.
Siete bestie feroci, perfidi usurai, siete cresciuti forti, innumerevoli sulla terra, avete denti da leone, non rispettate nè il Signore nè gli uomini.
Chiunque di voi abbia anche una sola piccola piaga come cani gliela leccate; io garantisco che quella piaga ora è mia ed io la sanerò nel nome di Dio.

Trascrizione del testo di Teresindelpigo. Grazie

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