venerdì 20 ottobre 2006

Aver paura della propria ombra

Chi ha paura della propria ombra è considerato un debole, un vigliacco. Non solo non è in grado di affrontare un avversario reale ma vede nemici immaginari anche dove non ci sono.

Guardandosi in giro, sembra che il modello dominante sia essere super-eroi: avere successo, essere-determinati, dominare il gruppo, essere-vincenti.

L'ombra non è accettabile!

Eppure, chiedere conferma a qualsiasi psicologo: una sana autostima non passa da questo tipo di percorso; apparire sempre sicuri di sè e sforzarsi, con tutte le proprie energie, di ottenere questo risultato, non conduce ad avere una autostima, anzi è un segnale che dovrebbe allertare; attenzione: sei nella direzione opposta.

Cito, solo perchè sentito di recente da un concorrente di un reality-show eliminato:
volevo essere un supereroe, volevo dimostrarlo alla mia bambina...ho fallito.


Volevo essere un supereroe? Ma chi glielo ha messo in testa?
Volevo dimostrarlo? Ma possibile che ci creda veramente?
... a mia figlia? Oddio che premesse di infelicità!

Non voglio giudicare. Sarà perchè ho attraversato fasi della mia vita in cui l'imperativo era essere "perfetto" a tutti i costi, ma penso di avere sufficientemente chiaro che per stimare se stessi occorre sapersi riconciliare con le proprie debolezze, con le proprie ombre, occorre "l'accettazione della propria ombra" (imperfetta citazione di C.G. Jung).

Aver paura della propria ombra, mi sembra soprattutto aver paura a guardare dentro di sè.
Guardare dentro di sè significa anche riconciliarsi con la la propria storia, farla diventare il proprio capitale, assumersene la responsabilità.
La propria ombra fa paura - e come non potrebbe, rappresenta la parte oscura di noi, la parte più spregevole, più ripugnante, contiene i desideri innaccettabili alla coscienza - però si può aver coscienza che, in realtà, l'ombra è il luogo dove si cresce, (non il dossier del perfetto marketing, nè l'ultimo manualetto su "come essere felici").

E' vero che l'autostima ti rende indipendente dall'opinione che gli altri hanno di te, ma non per questo si porta con sè il frutto marcio dell'arroganza, dell'indifferenza, dell'aggressione verso il prossimo.

Considero i miei sogni l'ombra delle mie vere ombre; è nei ricordi dei sogni rimasti attaccati alla coscienza che intuisco le paure che si agitano nel mio cuore ed è attraverso la loro elaborazione che posso confrontarmi con i "valori" che ho consolidato nella mia vita, con i miei ideali, con la mia spiritualità, per continuare il mio personale percorso.
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