mercoledì 4 ottobre 2006

Seduto in quel caffè


(Sogno del 29/9)

Non l'ho fatto apposta, ma il sogno che sto raccontando è del 29 Settembre e inizia come la famosa canzone di Mogol-Battisti: 29 Settembre.
"Seduto in quel caffè...."

La similitudine sembra finire qui. Oppure, chissà "....io sto pensando a te."

Seduto in quel caffè, sono insieme ad una di quelle persone super-salutiste che avendo il terrore di prendersi delle malattie puliscono ossessivamente tutto quello con cui vengono in contatto. E' un bar all'aperto lungo una passeggiata sul mare. Ci viene servito un fumante e profumato risotto allo zafferano.
Ed ecco che si avvicina al tavolo uno strano personaggio, lì per lì sembra un mendicante o un venditore ambulante. La sua presenza è prima incombente e poi invadente perchè, pur rimanendo in piedi, si prende la libertà di assaggiare il risotto e di versarsi dell'acqua nel bicchiere.
Siamo stupiti e anche un po' spiazzati di fronte a questo comportamento inaspettato, ma infine, prendendo coscienza, chiamiamo il cameriere per ricevere un aiuto.
L'intruso a questo punto se ne va, col piatto del risotto fumante in mano.

Sembra di vedere una candid-camera. In una situazione del genere verrebbe da ridere alle spalle dei malcapitati che presi alla sprovvista sembrano incapaci di "difendere" il loro territtorio. Si fanno sopraffare e hanno bisogno di un aiuto esterno per scacciare l'intruso che comunque se ne va col bottino.
La fobia delle malattie sembra accentuare la paura di una invasione "da fuori" che in effetti, quasi evocata, puntualmente arriva, non sottoforma di un virus o di un batterio invisibile ma attraverso un uomo-batterio-vagabondo; che poi è la stessa cosa.
Per difendersi dalle malattie ci sono due sistemi: Curarsi se l'invasione è già avvenuta. Prevenire se ancora si è in tempo. Meglio la seconda.
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