sabato 25 novembre 2006

Quando finisce la salita.

Nello scombussolamento di orari e abitudini, durante questo viaggio, ho un po' perso il contatto con i miei sogni.
Ne sentivo la mancanza.


(Sogno 25/11 )

A passo sostenuto affronto la mattonata in salita, ma un gruppo di ragazzi vengono su più svelti di quanto riesca a fare io.
Sento le loro voci alle mie spalle e stanno per superarmi.
Accelero ancora il passo perchè voglio stare davanti fino al termine della strada, ma guardo avanti e mi rendo conto che manca ancora un tratto lungo e impegnativo.
Intanto ho già il fiato corto e le gambe rigide, sto per fermarmi.


Quando finirò di considerare la mia vita una eterna competizione? Mi sembra che in questo sogno ci siano tutte le mie insicurezze relative al futuro, al lavoro, alla pensione ancora lontana, alla continua necessità di aggiornarsi per essere all'altezza.

E però la salita si può affrontare ad un ritmo sostenibile; e anche se non si è in montagna a respirare aria pura e contemplare paesaggi incantevoli, rimanendo nella metafora, anche se si tratta della mattonata, di una creuza genovese, si può girare lo sguardo verso uno scorcio di tetti, verso il muro di cinta di un giardino, ascoltare
i rumori di una televisione che provengono da una finestra aperta o soffermarsi sui i panni colorati che pendono da un balconcino, mossi dal vento che li attorciglia.
Voglio dire esiste un presente da vivere fino in fondo, prima di sentirsi "sorpassati".


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