domenica 31 dicembre 2006

Gli attimi fuggenti

(Sogno 23/12)

Voglio fare una fotografia. Deve essere uno scatto speciale, devo trovare un'inquadratura efficace. Il gruppo di persone da fotografare è interessante, ma devo cogliere l'attimo giusto per fissare un'espressione particolare, un gesto significativo...
Sono tutti in posa, sembrano pronti, ma io non sono ancora soddisfatto, li faccio spostare una volta di più, per curare un dettaglio, per accrescere la tensione emotiva.
Poi improvvisamente è troppo tardi, il momento magico è fuggito, la foto è sorpassata non ha più alcun interesse.


(Sogno 29/12)

Vado a parlare con una persona che conosco da tanto tempo, è una persona speciale con cui c'è molta confidenza, che mi conosce profondamente.
Non sono solo, ho portato con con me tutta la famiglia e siamo seduti intorno ad una tavola apparecchiata. Una grande tovaglia a quadri rossi e bianchi, qualche bottiglia piena e dei bicchieri pronti ad essere riempiti.
Il momento è carico di aspettative, mi aspetto il ritorno di ricordi, di aneddoti, di immagini, un senso inappagato di nostalgie, di frasi dette e non dette come succede a chi si conosce da tanto tempo.
Invece ricavo una sensazione di grande freddezza. Il tempo scorre via senza emozioni con un senso di disagio crescente.
Arriva il momento di salutarsi; mentre gli altri si allontanano, mi giro, faccio un passo indietro e dico "La prossima volta vengo da solo".




In entrambi i sogni ciò che manca è l'atmosfera giusta, è un qualcosa che nasce da dentro ed impedisce il ciak.

Fare ciak con una persona è una esperienza di condivisione fenomenale. E' più facile dire cosa non è, piuttosto che spiegare cosa è.
Chi l'ha provato sa che non si è più in-due, ma è come se un "terzo" prendesse forma. Un'area impalpabile ma ben definita, fragile a costituirsi ma nello stesso tempo capace di diventare coriacea e resistente al tempo.

Non si può studiare a tavolino, mettendo le persone al posto giusto come pedine, non si può costruire nell'affollamento degli affetti.
E' un tu-per-tu, una feconda comunione di menti, un gioco di soggettiva interazione a cui corrispondono rispecchiamenti, riflessioni ed emozioni.

E' qualcosa di così radicato nell'intimo della nostra cultura, che la Religione Cristiana ne ha fatto il cuore della propria Fede.
Due - che - s i- amano - così - profondamente - da - trasformare - il - loro - amore - in - persona: la Trinità.
Ma è anche un concetto che è, in qualche maniera, richiamato nella scienza quando si considerano i fenomeni di aggregazione della materia studiati dalla Cibernetica.
E ancora, più recentemente, la psicologia ha identificato nel rapporto paziente-terapeuta il concetto di terzo-analitico. Un soggetto dotato di "vita propria", generato dalla coppia analitica, il quale, nel creare un nuovo spazio non saturo, capace di simbolizzazione, modifica la realtà emotiva ed inconscia del paziente e dell'analista portandoli entrambi verso una crescita.

La realtà deve essere assai semplice: una inesauribile e incontrollabile spinta all'aggregazione è scritta nel cuore dell'umanità e di ogni singola persona. Perchè non sperare intimamente che il prossimo, sarà un anno "migliore"?
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