sabato 10 febbraio 2007

Cinema di periferia

Come tutte le città, anche Genova era piena di cinema di periferia. Sale piene di fumo, poltroncine scolorite, invecchiate dal tempo. Tu entravi, per dire, alle tre del pomeriggio, sicuramente a film abbondantemente iniziato e uscivi quando volevi, rivedendo la pellicola più volte.
Nella sola delegazione di Nervi c'erano, il cinema Rosa e quello Verdi, l'Ambra e il parrocchiale di S.Siro.
Ma l'episodio che voglio raccontare è avvenuto a Bolzaneto, nell'allora cinema Verdi, nel dopoguerra, ed è raccontato da quella fabbrica di ricordi che è mio suocero, Luigi.

Non so che film si stesse proiettando, ma il cinema era zeppo di persone. Era una sala che doveva aver avuto una storia dignitosa nel passato, perchè era formato da una platea e una galleria. Doveva essere inverno perchè il protagonista è un cappotto.
Allora, immaginatevi la scena di un locale affollato di gente in piedi in tutti i settori, con quel caldo appiccicaticcio dovuto al sudore e alla mancanza di riciclo dell'aria, saturo di tabacco di tutte le miscele che si materializza nelle volute azzurre che passano davanti al proiettore.
A un certo punto un tonfo.
Dal piano rialzato una massa informe è caduta sotto, pesantemente.
Qualcuno si gira verso l'alto e apostrofa:
"L'è cheitu in cappottu". (E' caduto un cappotto). [mi raccomando: leggere con una profonda inflessione genovese].
Poi il cappotto si anima e spunta fuori un corpo un po' disarticolato, ma soprattutto spunta una voce che precisa:
"Oh belin, e sci, l'è cheitu in cappottu...cu Giuanne dentru". (E sì, è caduto un cappotto con il Giovanni dentro).
Storie d'altri tempi, ma non troppo, in saluto a Luigi che oggi, 10 Febbraio 2007, ha compiuto 91 anni.
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