lunedì 5 marzo 2007

Elogio dei sogni

In sogno
dipingo come Vermeer.
Parlo correntemente il greco
e non soltanto con i vivi.
Guido l'automobile,
che mi obbedisce.
Ho talento,
scrivo grandi poemi.
Odo voci
non peggio di autorevoli santi.
Sareste sbalorditi
dal mio virtuosismo al pianoforte.
Volo come si deve,
ossia da sola.
Cadendo da un tetto
so cadere dolcemente sul verde.
Non ho difficoltà
a respirare sott’acqua.
Non mi lamento:
sono riuscita a trovare l’Atlantide…
Mi rallegro di sapermi sempre svegliare
prima di dormire.
Non appena scoppia una guerra
mi giro sul fianco preferito.
Sono, ma non devo
esserlo, una figlia del secolo.
Qualche anno fa
ho visto due soli.
E l'altro ieri un pinguino.
Con la massima chiarezza.

(tratto da : W. Szymborska “Come un granello di sabbia” ed. Adelphi)
La più importante poetessa Polacca, premio Nobel 1996.

Trovo una grande ironia in questa poesia e una grande consapevolezza dei propri limiti unita alla loro reale accettazione.
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