lunedì 2 aprile 2007

Garibaldi

Quest'anno si festeggia il 200mo anniversario dalla nascita di Giuseppe Garibaldi (Nizza 4 Luglio 1807).
Ne parlo perché nella mia infanzia, in qualche modo, questa figura storica, rappresentò un simbolo importante.
La scoperta della sua figura risale al 1960, avevo 7 anni e si celebrava il centenario della spedizione dei Mille (5 Maggio).
Tutti gli alunni della scuola elementare fummo portati al cinema a veder un film celebrativo dell'impresa.
Rimasi affascinato dalle camicie rosse, dalle battaglie corpo a corpo, dalle cariche della cavalleria. Improvvisamente presi coscienza che si parlava della Sicilia, la terra in cui ero nato, che mi trovavo a Genova da dove la spedizione era partita. Così, in un lampo, Garibaldi divenne il mio eroe, colui che aveva unificato e saldato le mie origini e il mio presente.

Tengo ancora gelosamente custodito, sgualcito dalle decine di riletture e dall'usura del tempo, un libro che in quell'occasione mi fu regalato.
"Garibaldi e i Mille" di Mino Milani patrocinato dal Comune di Genova (Cino del Duca editore), con un'introduzione scritta dall'allora sindaco Vittorio Pertusio.

La partenza
La sera dl 5 Maggio, Genova visse ore indimenticabili di poesia. Mai si erano veduti, per le strade, tanti visi nuovi: mai uditi tanti dialetti, tante canzoni forestiere. E mai occhi di mamma, di sposa di fidanzata erano apparsi così pieni di lacrime...
Nella dolcezza del tramonto, una grande folla si avviava a Quarto. Il mare era azzurro e tranquillo; il sole scendeva nel cielo senza nubi. Spirava una brezza dolce, che carezzava i cespugli oltre le scogliere...

Lo sbarco
La Sicilia apparve, il giorno dopo, 11 Maggio, mentre il sole brillava alto nel cielo del mattino. Dapprima, non fu che una visione confusa - come lontani banchi di nubi -: poi, quando si profilò la costa, quando azzurre nella lontananza, apparvero le montagne... "Sicilia!", si gridò, "Terra! La Sicilia!".
I volontari si accalcarono alla murata; il Generale ed i suoi ufficiali lasciarono la mensa, corsero in coperta...: la Sicilia!
La salutarono con grida d'entusiasmo, alle quali seguì un lungo silenzio pieno di commozione.

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