mercoledì 19 settembre 2007

Cibo

  • Pretendere un cibo diverso da quello servito nel self-service e poi consumarlo in piedi, isolato dal resto delle persone.
  • Arrabbiarsi perché il cibo non è sufficiente per tutti i componenti della famiglia e allora procurarsi grande padella in cui friggere qualcos'altro, da soli.
  • Partecipare ad un banchetto con tante portate, dilungarsi sulla preparazione del risotto all'erba luisa, ma comprendere solo alla fine che il salone era affittato "a tempo".

(tre sogni sparsi nell'ultima settimana)



L'azione del mangiare fa parte dei bisogni primari.
I miei figli quando hanno un problema sentimentale, dicono di sentire lo stomaco chiuso.
Io invece sotto stress mangio di più, mangio male, più in fretta, non mastico.

C'è una sensazione di vuoto che il cibo può colmare. A seconda delle circostanze è possibile una reagire con un diverso tipo di eccesso.

Ma in questi tre episodi di sogni sul cibo, mi sembra prevalere il rapporto con chi il cibo lo prepara (figura che alla fine può sempre ricondursi al ruolo protettivo di una mamma).

Vedo la presenza di un bambino capriccioso:
"Voglio un cibo diverso, che sia mio e solo mio e vado a consumarlo sa solo, lontano dagli altri".
"Non hai preparato abbastanza cibo, io sono rimasto senza, è la dimostrazione che non mi ami".
E nell'ultima situazione, ancora un risentimento:
"Il cibo è buono e abbondante ma, per tutto questo, io sto pagando un prezzo troppo alto".

A proposito di risotto all'erba luisa. Ho cercato in rete se esiste una ricetta, io non l'ho trovata. Scartando i liquori e i decotti, quello che si avvicina di più sono "raviore" una ricetta del ponente ligure che prevede la preparazione di fagottini di pasta, ripieni di erbe selvatiche tra cui, appunto l'erba luisa.
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