martedì 1 gennaio 2008

Le nuvole di Genova

2008, è un numero che si scrive bene, la penna scorre facilmente sul foglio e anche a guardarlo, con tutti quei tondi, fa una bella figura.
Ora si tratta di riempirlo, giorno per giorno.
Da parte mia mi ripropongo di migliorare la capacità a vivere meglio i cambiamenti.
Lo sappiamo: f
acendo sempre le stesse cose si ottengono sempre gli stessi risultati; questo ci dà sicurezza e ci spinge a opporre resistenza alle novità; spesso la paura di quello che si potrebbe perdere è superiore all'impegno e alla creatività che possono essere messe in gioco dai cambiamenti: sia che essi siano desiderati o che siano imposti dalle circostanze.

Il Film di Soldini "Giorni e Nuvole", l'ultimo che ho visto nell'anno appena passato, mi ha dato qualche spunto di riflessione.

Le nuvole di Genova, fanno da cornice e commento di questa semplice storia che in definitiva parla della capacità interiore di gestire gli imprevisti della vita.

Elsa e Michele sono una coppia affiatata con una situazione economica più che rassicurante: non si fanno mancare viaggi costosi, una barca, la domestica, una casa in un quartiere esclusivo.
Ma il cambiamento è in agguato sottoforma di uno di quegl'incubi che agitano il sonno di tanti dirigenti alle prese con la globalizzazione: Michele perde il lavoro.
Il reinserimento appare subito difficile: un po' per l'età, un po' per una certa rigidità mentale, un po' per la vischiosità del passato.
Inizia per lui una discesa inesorabile verso l'abbruttimento personale, lo sconforto, la depressione. E per lei una frenetica ricerca di alternative, di fatica, di frustrazione.
La coppia sembra non reggere l'urto e rischia di sgretolarsi.
Invece la speranza per il futuro, nasce proprio dal loro rapporto di coppia, qualcosa che non si può improvvisare e che si è consolidato negli anni anche attraverso gli errori.
Pur senza miracoli, il dialogo fatto più di reciproco ascolto che di chiarimenti e buoni propositi, segna un nuovo inizio; uno scatto in avanti per entrambi, un atteggiamento diverso; ricominciare non ha età.
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