giovedì 6 marzo 2008

Il bianco più bianco

Questa è una storia vera, ma per motivi di privacy non svelo chi è il protagonista.

C'era una volta una pubblicità (e forse c'è ancora) dove un sorridente piazzista diceva più o meno: "Signora prenda questo fustino, provi il mio detersivo, e poi giudichi lei, vedrà che nessun altro le può dare un bianco più bianco".

Bene, sostituite ora al posto del detersivo "una ideologia forte", di quelle che assorbono tutta la vita, tutti i pensieri e le forze e al posto della casalinga mettete uno studente che ha meno di vent'anni.
D'altronde non siate curiosi: non è importante sapere di quale ideologia si tratta, potrebbe essere uno di quei movimenti religiosi totalizzanti o una fede politica che vuol cambiare il mondo ora e subito; non è importante neppure sapere il Nome e Cognome per trarre le conclusioni finali.

Insomma, il nostro protagonista riceve questa proposta, formulata esattamente nei termini che ho spiegato qui sopra.
La proposta gli sembra convincente, perchè non provare?
E infatti per i successivi venticinque anni ci prova: con tutto l'entusiasmo, la testardaggine, con tutto l'impegno, con generosità, senza compromessi.
Diciamo la verità il suo "bucato" fa dei progressi, ma il bianco più bianco pur sembrando a portata di mano, si sposta sempre un po' più in là. Meta irrangiungibile.

Finchè ad un certo punto si ritrova davanti ad un baratro dal quale non riesce più ad uscire. Una strada senza sbocco. La sensazione di essere prigioniero di un meccanismo angosciante senza fine.
Faticosamente matura la decisione. Torna con il fustino dal mittente e finalmente può dirgli: "Guardi, io ho fatto come lei mi ha detto, ho seguito le sue istruzioni parola per parola. Voglio essere cortese: diciamo che il suo prodotto con il mio bucato non funziona. Il bianco era veramente splendente, ma le mutande avevano dei buchi grossi così e le lenzuola si disintegravano fra le mani come la carta bagnata. Bene, ora se lo riprenda, non lo voglio! Preferisco vivere il resto della mia vita convivendo con le mie imperfezioni, con qualche certezza in meno e qualche dubbio in più".
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