giovedì 3 aprile 2008

Cambiare ha un prezzo

Riassumo alcuni passaggi di un articolo sul cambiamento, dalla rivista FOCUS N.186 Marzo 2008; "Io non cambio idea".
[virgolettate le citazioni dell'articolo]

"Cambiare opinione ha un prezzo che può essere anche molto alto. Costa energia, attenzione, tempo" finché non si raggiunge un nuovo equilibrio.
Cambiare ha un "costo immediato certo, in cambio di un costo differito" incerto.
Le resistenza nascono a volte dall'impressione che cambiare è "rinunciare a un po' della nostra identità". Mentre il non-cambiamento rassicura, come se fosse una "conferma a noi stessi". Inoltre poiché "la coerenza è considerata positiva nella nostra società" di fatto aumenta la barriera al cambiamento.

Non essere consapevoli e in qualche modo non voler gestire il cambiamento, significa sottostare a due modalità entrambe molto traumatiche:
  • "essere bombardati per lungo tempo dalle stesse informazioni" finché quasi inconsapevolmente si scopre di essere cambiati.
  • "un'esperienza choc, un'idea nuova e travolgente" si affaccia nella vita spazzando quello che c'era prima.
C'è ancora una modalità, quella di chi attua un costante e inconsapevole cambiamento per adattarsi all'ambiente circostante, una sorta di mimetismo culturale che si adegua al pensiero corrente.
L'opposto dell'estremista che è invece un dogmatico, duro, incapace di pensare a un cambiamento graduale.

Le conclusioni? Meglio un cambiamento graduale, valutando le "opportunità che possono rivelarsi vantaggiose".
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