venerdì 9 maggio 2008

La cornacchia spiona

Mi piace sfrugugliare un sogno, arricchirlo di piccoli particolari, trasformarlo in una breve scenetta.

La grossa cornacchia compare, tanto inaspettata quanto ingombrante, sul ramo dell'albero le cui appendici si sporgono fino a sfiorare l'ingresso della casa di campagna. Coperta di grandi piume nere lucenti, con un enorme becco, non si può fare a meno di notarla. Parla, ripete il suono delle parole che sente provenire dalla casa. Riesce ad articolare intere frasi. Tutti, fuori a gurdare affascinati, tutti vogliono partecipare al gioco improvvisato. Qualcosa non mi convince, tra una frase e l'altra l'animale emette dei suoni che sembrano inarticolati ma che con un po' di attenzione hanno delle regolarità ricorrenti. La bestia parla e si guarda intorno, ripete controlla il territtorio, inquadra ogni particolare. Capisco che è un trucco: la cornacchia è addestrata a fare la spia, tra i versi nasconde messaggi in codice che qualcuno può decodificare e memorizzare nascosto da qualche parte al sicuro.
(Sogno 9/5)

Anche quando il clima generale nella vita quotidiana sembra rasserenarsi, chi ha sviluppato in sè un forte
super-io, mantiene nel profondo la paura e la necessità di 'spiarsi'.
Un controllore che si ritira, si camuffa, ma è duro a cedere, a fidarsi, a estromettersi. Bisogna proprio abituarsi a vivre con se stessi.
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