lunedì 15 settembre 2008

Salotto e Stalla

Quella col topo (per la verità era un criceto siberiano) sembrava dover essere l'ultima l'esperienza di animali in casa Trichini.
Mai dire mai.
Infatti in questi giorni la densità di popolazione per metri quadrati è notevolmente aumentata perché, oltre ad ospitare figlia e genero in attesa di migrare all'estero, stiamo dando asilo anche un loro piccolo animaletto affiliato.
Trattasi del qui nominato Frank Maiakowsky di professione coniglio.
La sua tana è una gabbia posizionata in sala e spesso lasciata aperta per consentirgli di sgranchirsi un po' ed esplorare.
Nonostante la protezione ai cavi elettrici, alle prese telefoniche e alle piante, gli infaticabili denti della belva sono riusciti ad attaccare un paio di telecomandi TV che qualche incauto abitante della specie umana aveva lasciato alla sua mercé.
Altro effetto è l'inconfondibile odore di fieno che si percepisce appena si apre la porta della sala esattamente come succede entrando in una stalla.
Per completare il quadro devo aggiungere anche un set di scopa - paletta sempre pronto all'uso per rimuovere quello che c'è da rimuovere.
Nonostante tutto questo devo ammettere che la bestia è assolutamente carina quando saltella giuliva come se fosse nella radura di un bosco e la sua comunicativa è inequivocabile quando chiede di essere coccolato o pretende di uscire dalla tana.
In particolare ho imparato che quando si spalma per terra come un tappetino vuole essere accarezzato e che quando ti gira intorno ai piedi sta eseguendo una danza d'amore.
Purtroppo, per lui, è pauroso come un coniglio (come potrebbe essere diversamente?) e qualsiasi novità lo spaventa terribilmente.
Molto, molto lento nel gestire i cambiamenti.
Conclusione: Cosa non si fa per i figli!
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