giovedì 15 gennaio 2009

Ci guardiamo e ci capiamo

Ieri raccontavo ad alcuni amici un aneddoto accaduto nel lontano 1982 a me e MariaTeresa.
Eravamo sposati da meno di due anni e probabilmente non ancora consapevoli che una profonda intesa in una coppia è qualcosa che si consolida solo nel tempo.

Erano le 21.00 di un caldo Agosto e noi avevamo il problema di trovare un albergo dove passare la notte in quel di Perugia.
Ci imbattiamo in un Hotel Grifone. "Bel nome, ricorda Genova, potremmo fermarci."
Avviandoci verso la Reception ci rendiamo conto dall'arredo che le tariffe potrebbero essere troppe alte per le nostre possibilità, allora ci fermiamo e prendiamo una decisione che sembra scontata e facile:
"Entriamo, chiediamo i prezzi, poi ci guardiamo negli occhi, ci capiamo e decidiamo di conseguenza".
Via decisi.
La camera matrimoniale costa 50.000 Lire; non è affatto a buon mercato, sarebbe meglio fare un altro tentativo. Guardo MariaTeresa e leggo nei suoi occhi le parole: "Però è tardi... siamo stanchi... c'è un caldo torrido.. in fondo è per una notte...".
Dentro di me sento montare una irritazione, mi controllo e dico all'addetto: "Va bene ci fermiamo".
A testa bassa per frenare il disappunto mi avvio verso l'ascensore seguito dalla mia compagna.
Le porte dell'ascensore si chiudono e subito Mariateresa mi apostrofa: "E' troppo caro dovevi rifiutare. Io ti ho guardato per farti capire ma i tuoi occhi dicevano che è tardi... che siamo stanchi... che c'è un caldo torrido.. che in fondo è per una notte...".

Insomma non ci eravamo capiti proprio per niente.
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