martedì 6 gennaio 2009

Stratagemmi e contrasti

La cultura cinese è un pozzo profondo cinque millenni che si riversa in tradizioni di lucida saggezza.
Il libro "I 36 stratagemmi", che ho ricevuto in regalo, si presenta come un distillato della strategia bellica che si può applicare anhe in altri campi apparentemente meno cruenti come la politica e il management.
"Interessante" mi sono detto iniziando a leggere le strategie basate spesso sul contrasto debole/forte, pieno/vuoto.
Effettivamente qualcosa ho imparato e rileggendo con più calma qualcos'altro potrei ancora assimilare.
Ammetto però che la lettura mi ha progressivamente lasciato un senso di disagio. Man mano che le strategie, sempre più realisticamente ciniche, vengono esposte, un senso di "non appartenenza" si è fatta strada: la logica dei rapporti basati sul potere, sull'inganno, sulla dissimulazione, sul tradimento, sull'illusione.
Per la verità tutte cose interessanti da conoscere anche per capire la realtà di oggi, ma...

...per contrasto mi rieccheggiavano nelle orecchie altre parole, provenienti da un'altro contesto, basate anch'esse sul contrasto:
"quando sono debole è allora che sono forte"
"beati i miti perchè avranno in eredità la terra"
"Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti"
"se conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla"
"beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia"

Parole che evidentemente appartengono ad un'altra logica, ad un'altro tipo di strategia, ad un altro tipo di Regno.
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