sabato 11 luglio 2009

Tutto come prima?

E' appena passato il G8. I grandi, i quasi grandi e quelli che vorrebbero diventare grandi si sono lasciati con tanti impegni e promesse.
Queste parole tratte dall'enciclica di Benedetto XVI (par. 23) si addicono molto bene alla situazione.


Molte aree del pianeta, seppure in modo problematico e non omogeneo, si sono evolute, entrando nel novero delle grandi potenze destinate a giocare ruoli importanti nel futuro. Va tuttavia sottolineato come non sia sufficiente progredire solo da un punto di vista economico e tecnologico. Bisogna che lo sviluppo sia anzitutto vero e integrale. L’uscita dall’arretratezza economica, un dato in se´ positivo, non risolve la complessa problematica della promozione dell’uomo, ne´ per i Paesi protagonisti di questi avanzamenti, ne´ per i Paesi economicamente gia` sviluppati, ne´ per quelli ancora poveri, i quali possono soffrire, oltre che delle vecchie forme di sfruttamento, anche delle conseguenze negative derivanti da una crescita contrassegnata da distorsioni e squilibri.
Dopo il crollo dei sistemi economici e politici dei Paesi comunisti dell’Europa orientale , sarebbe stato necessario un complessivo ripensamento dello sviluppo.


(immagine Giannelli- Corriere)

Invece stiamo facendo i conti la crisi globale. Io ho il timore che non sfrutteremo questa opportunità per rivedere la priorità dei valori.
In fondo i governi ci stanno dicendo che oramai si tratta di una crisi soprattutto psicologica, basta ricominciare a spendere e tutto tornerà come prima...
Ma è questo che vogliamo?
Tutto come prima?
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