domenica 22 novembre 2009

Quale pazienza

L'autoambulanza per le emergenze coronariche è ferma davanti al portone.
La strada è stretta ma nonostante il sistematico parcheggio selvaggio è riuscita ad entrare e a fare inversione di marcia, pronta a trasportare al pronto soccorso il paziente.
Un'automobile è in coda con il motore spento, l'autista aspetta pazientemente di poter proseguire per raggiungere il posto di lavoro.
La signora esce dal portone fasciata dal suo tailleur, le chiavi della macchina tintinnano nelle mani, il passo è spedito. Si immobilizza alla vista del mezzo di soccorso che blocca temporaneamente la stradina.
" E sì" incalza a voce squillante in modo che nessuno dei passanti possa avere incertezze sul suo pensiero, "Si capisce. E' la terza volta volta in un mese che siamo bloccati per la stessa persona... Noi la pazienza ce l'abbiamo" aggiunge serrando ancora di più le labbra e irrigidendo i muscoli facciali, "capiamo tutto, ma anche noi abbiamo il diritto di poter andare a lavorare; l'ultima volta ho dovuto aspettare mezz'ora". Si, penso dentro me, il poverino ha avuto la cattiva idea di sopravvivere all'ennesimo infarto.
Un gelo scende lungo la schiena,viene voglia di rannicchiarsi per recuperare un po' di calore, ma non è colpa del vento caldo e umido che proviene dal mare.

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