lunedì 14 maggio 2012

Gente tosta

L'Italia  reagisca alla tentazione dello scoraggiamento e, forte anche della grande tradizione umanistica, riprenda con decisione la via del rinnovamento spirituale ed etico, che sola può condurre ad un autentico miglioramento della vita sociale e civile. Ciascuno, in questo, può e deve dare il suo contributo.



Più o meno è questa l'esortazione che ieri ha pronunciato il Papa ad Arezzo.

Io penso che le sue parole sono legate all'aumento dei suicidi dovuti alla crisi economica.
L'attenzione mediatica e l'emotività collettiva sono così pressanti che, ad aggiungere qualche considerazione personale, si rischia di apparire moralisti o non abbastanza solidali con chi vive questo dramma. 
Il fatto che le statistiche ci facciano sapere che in realtà questo fenomeno è sempre esistito, non fa che rafforzare la sensazione di angoscia che si sta vivendo.
Ne emerge la fotografia di una generazione di Italiani - più o meno quelli della mia età - con una limitata capacità di lottare in situazioni difficili. Eppure siamo figli di gente che ha affrontato una guerra mondiale fatta di esperienze di morte, di prigionie lunghe e dolorose, di case distrutte, di perdita totale del lavoro, di smantellamento di certezze, di guerra civile.
La faticosa strada della ricostruzione ha avuto spesso l'avvio con la decisione di emigrare lontano dalle proprie radici...in altre zone d'Italia o all'estero. Gente tosta i nostri padri e le nostre madri!
Possibile che noi, figli di quella gente lì, non sappiamo trovare le motivazioni, la forza, la volontà, il coraggio per stringere i denti, per non lasciare allo scoramento l'ultima parola sulla nostra vita, per rialzarsi con la dignità che la nostra tradizione spirituale dovrebbe avere fissato nei nostri cromosomi?

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