domenica 13 maggio 2012

Lasciamo un'impronta


Chissà, forse quando utilizziamo o viviamo  in un luogo, anche se non ne siamo consapevoli, anche se si tratta di pochi giorni, lasciamo delle impronte del nostro passaggio, un'aura invisibile ma reale. Forse abbiamo distorto il campo dello spazio-tempo in maniera irreversibile...


Fantasticando su queste idee, riguardo le stanze del mio mini alloggio a Roma poche ore dopo che Benedetto, Antonio e Mariateresa sono ripartiti per Genova dopo il weekend trascorso qui.


Ora, sembra che ogni oggetto emani una sensazione diversa; forse sono i piatti che insieme abbiamo maneggiato, le pentole dove abbiamo bollito la nostra pasta, gli sportelli dove tutti hanno posato lo sguardo, le finestrelle tirate su e giù, le lenzuola stropicciate insieme... o forse niente di tutto questo; la magia, forse, è semplicemente nella mia mente.
Quando sono arrivati ero emozionato come uno scolaro al primo giorno di scuola. "Così si apre, così si chiude" avrei voluto mostrare ogni cosa e riversare su loro ogni aspetto della mia organizzazione quotidiana.
Abbiamo fatto i turisti, mangiato un'ottima carbonara a Trastevere, percorso i vicoli con un minibus elettrico, ma soprattutto siamo stati QUI insieme.


Come si cambia? 


Chi avrebbe immaginato un millesimo di questa situazione cinque mesi fa? Eravamo in ansia per la mia perdita del lavoro, eravamo tutti con gli occhi e il cuore puntati verso l'arrivo di un nuovo membro della famiglia in Spagna, e lo siamo ancora, eccome! Ma ora l'impronta delle nostre vite, non solo la mia, si è allargata anche a questo angolo di Roma. Ad un passo dal Centro, nè turista nè cittadino cerchiamo di guardare al "bene" di questa situazione, questo ci aiuta a vivere meglio anche i lati meno entusiasmanti.
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