martedì 10 luglio 2012

Ho un sogno e non lo mollo

Il mio sogno è trovare famiglie che amino la famiglia; che abbiano il desiderio di spendersi con generosità per valorizzarla attraverso la propria vita ma con il contributo della propria testa.


Famiglie che abbiano voglia di contemplare e fermarsi davanti al Mistero che fa del Matrimonio Cristiano uno dei Sacramenti: un Segno efficace della presenza di Dio.
Non è poi una così banale...vero?


A me viene immediata una domanda: "Come può essere? Nonostante me stesso, nonostante il mio coniuge?".
Così come ha fatto Maria davanti all'Angelo che gli annunciava il concepimento di Gesù:  "Come è possibile? ...”. 
E l’angelo ci ha risposto, l'ha fatto nel giorno del nostro matrimonio: ”Non temere, lo Spirito Santo scenderà su di voi , su di voi stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. 

Io mi sento mosso nel profondo a capire come è possibile, perché è possibile.

Non voglio smettere di mettere a fuoco la coppia, la famiglia, il suo ruolo nella società, le sue potenzialità nel testimoniare l'amore, il suo dover essere.
Non voglio smettere di leggere la Scrittura per strappare da quei libri una parola che mi illumini sul "disegno" di Dio sull'amore.
Non voglio smettere di confrontarmi, costantemente, con altre famiglie su questo argomento.
Non voglio smettere di dialogare con altre coppie di queste cose, non voglio smettere di condividere con altre coppie i miei successi e i tanti insuccessi. 

Mi ritorna  sempre in mente una frase che più o meno dice così: "nulla sulla terra può esprimere meglio il legame della Trinità se non l'amore fra due coniugi".
Un'affermazione così  incredibile che non merita un commento veloce, banale o superficiale.

Non mi riconosco nell'idea che parlare del Matrimonio e qualcosa di ripetitivo, di difficile accesso, di accessorio rispetto al rapporto 'personale' con Dio. 

Il sindacalista si annoia a parlare di sindacato?
Il musicista si annoia a usare sempre le stesse sette note?
Chi si occupa di volontariato si annoia ad assistere?
Chi prega si annoia delle stesse formule?
Chi porta i malati a Lourdes si annoia a fare sempre lo stesso percorso?


Forse per qualcuno non c'è più niente da dire sulla famiglia ma sembra che la Chiesa non la pensi così perché, dopo tutto, continua una dietro l'altra  a proporre occasioni per continuare su questa strada.

Roma 1994: "La famiglia, cuore della Chiesa e dell’umanità"
Rio de Janeiro 1997: "La famiglia dono ed impegno, speranza per l’umanità"
Roma 2000 (Giubileo delle famiglie): "I figli, primavera della famiglia, e della società"
Manila 2003: "La famiglia cristiana, una buona notizia per il terzo millennio"
Valencia 2006: "La trasmissione della fede nella famiglia"
Messico 2009: "La famiglia formatrice nei valori umani e cristiani"
Milano 2012: "La famiglia: il lavoro e la festa"

Penso che siamo ancora ad anni luce dal comprendere e dal vivere il Matrimonio così come l'ha pensato Dio. 
Quante cose restano sulle quali vorrei essere illuminato!


Ho un sogno e non lo mollo perché non è un'opinione, non è un'ideologia, non è un'idea da difendere, è la mia vita accanto alla sposa con la quale ho cominciato un percorso che non avrà fine da qui al "resto" dell'eternità. Sotto questo segno e non altri voglio restare.
Ad ognuno il suo.

Posta un commento