lunedì 31 dicembre 2012

La pace non è un sogno

La Chiesa contro il capitalismo e contro i fanatismi religiosi
Allarmano i focolai di tensione e di contrapposizione causati da crescenti diseguaglianze fra ricchi e poveri, dal prevalere di una mentalità egoistica e individualista espressa anche da un capitalismo finanziario sregolato. Oltre a svariate forme di terrorismo e di criminalità internazionale, sono pericolosi per la pace quei fondamentalismi e quei fanatismi che stravolgono la vera natura della religione, chiamata a favorire la comunione e la riconciliazione tra gli uomini.

La felicità è un diritto dell'uomo
E tuttavia, le molteplici opere di pace, di cui è ricco il mondo, testimoniano l’innata vocazione dell’umanità alla pace. In ogni persona il desiderio di pace è aspirazione essenziale e coincide, in certa maniera, con il desiderio di una vita umana piena, felice e ben realizzata. In altri termini, il desiderio di pace corrisponde ad un principio morale fondamentale, ossia, al dovere-diritto di uno sviluppo integrale, sociale, comunitario, e ciò fa parte del disegno di Dio sull'uomo. L’uomo è fatto per la pace che è dono di Dio.


La pace si raggiunge condividendo le culture...il fine non giustifica i mezzi

MI-PIACE-LA-PACE.jpgL’etica della pace è etica della comunione e della condivisione. È indispensabile, allora, che le varie culture odierne superino antropologie ed etiche basate su assunti teorico-pratici meramente soggettivistici e pragmatici, in forza dei quali i rapporti della convivenza vengono ispirati a criteri di potere o di profitto, i mezzi diventano fini e viceversa, la cultura e l’educazione sono centrate soltanto sugli strumenti, sulla tecnica e sull'efficienza.
...
La pace concerne l’integrità della persona umana ed implica il coinvolgimento di tutto l’uomo.
La realizzazione della pace dipende soprattutto dal riconoscimento di essere ... un’unica famiglia umana.

La pace non è un sogno
La pace non è un sogno, non è un’utopia: è possibile. I nostri occhi devono vedere più in profondità, sotto la superficie delle apparenze e dei fenomeni, per scorgere una realtà positiva che esiste nei cuori, perché ogni uomo è creato ad immagine di Dio e chiamato a crescere, contribuendo all'edificazione di un mondo nuovo.
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Ogni persona e ogni comunità – religiosa, civile, educativa e culturale –, è chiamata ad operare la pace. La pace è principalmente realizzazione del bene comune delle varie società, primarie ed intermedie, nazionali, internazionali e in quella mondiale. Proprio per questo si può ritenere che le vie di attuazione del bene comune siano anche le vie da percorrere per ottenere la pace.


Proposte per gli operatori della pace
Operatori di pace sono coloro che amano, difendono e promuovono la vita nella sua integralità.
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Costruire il bene della pace mediante un nuovo modello di sviluppo e di economia.
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I molteplici operatori di pace sono chiamati a coltivare la passione per il bene comune della famiglia e per la giustizia sociale, nonché l’impegno di una valida educazione sociale.
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Emerge, in conclusione, la necessità di proporre e promuovere una pedagogia della pace.

(tratto dal messaggio per la pace del Papa - qui testo originale-)

venerdì 28 dicembre 2012

Il pranzo siciliano in versione Vincenzo

l'ho fatto a Natale...con il preziosissimo contributo di Maria Teresa che in queste cose è diventata più siciliana di me, ma va bene in qualsiasi periodo dell'anno.

Dedicato agli amici del "Blau (facebook)" di Barcellona e a Diego in particolare.

Insalata di arance

Via i preconcetti, prima bisogna assaggiare e poi giudicare!
Questa insalata è quasi una tappa  fissa per i miei ospiti. Con rare eccezioni è stata entusiasticamente apprezzata. La presenza delle arance stimola l'appetito, per questo viene catalogata come un antipasto, ma in casa dei miei genitori era considerata un vero e proprio secondo. Adatta anche a separare più secondi fra loro.

Ingredienti per 4 persone:
2 arance succose (per esempio sanguinelle)
1 cipolla rossa
prezzemolo abbondante
10 grosse olive (verdi o nere.. o entrambe)
2/3 filetti di acciughe
olio di oliva
sale
pepe

Preparazione:
- sbucciare e tagliare a fettine le arance e aggiungere:
- le cipolle tagliate a fettine (se volete ammorbidire il sapore, ricordatevi di lasciarle a mollo per 10 minuti)
- abbondante prezzemolo - io lo strappo con le mani anziché tritarlo in modo da lasciare grossi pezzi di foglia
- olio senza paura, sale e pepe.
mescolare molto bene e aggiungere ancora:
- le olive, i filetti di acciughe sminuzzati e mescolare di nuovo.
 - lasciare macerare almeno 15 minuti rimescolando ogni tanto.

Ci sono varianti a volontà perché nell'insalata si potrebbero mettere anche finocchi crudi o pezzettini di sedano.
Le immagini che ho trovato sui siti non mi convincono troppo, l'insalata non deve essere secca ma deve formarsi una base liquida. Gli ingredienti devono essere molto amalgamati e non apparire pezzi separati.
L'immagine tratta da ilmagicomondodiila.blogspot.com non corrisponde
totalmente alla descrizione

Pasta con le melanzane

Premesso che io le "melanciane" le mangerei in qualsiasi modo - tranne crude,  questo è per me il "primo" più buono in assoluto; ma sicuramente qui ci gioca un fattore nostalgia.

Ingredienti per 4 persone:
500 gr. spaghetti grossi
3 melanzane grosse - viola e oblunghe - ma se hanno i semi o sono vecchie allora lasciate perdere, non è cosa; conditevi gli spaghetti con un po' di olio e formaggio grattugiato...
basilico
1/2 cipolla o qualche spicchio di aglio
qualche spicchio di basilico
pomodori pelati (oppure, ancora meglio, fatevi il sugo con i pomodori freschi - ma che non venga sbiadito perché altrimenti il risultato finale apparirebbe triste e melanconico)
olio di semi - ma tanto!
sale e pepe
ricotta salata da grattugiare

Preparazione:

- Bisogna pensarci per tempo perché le melanzane hanno una preparazione remota; vanno cioè tagliate a fette circolari  (attenzione allo spessore: non troppo sottili ma soprattutto non troppo spesse), salate, e pressate per almeno un'ora in modo che rilascino un po' di liquido.
- Tagliare una parte delle melanzane a cubetti e metterle da parte per il sugo.
- Scaldare in una grande padella l'olio e friggere le melanzane fino a dorarle. Che non manchi mai l'olio quindi rabboccare perché le melanzane lo assorbono avidamente. Quando si tolgono dalla padella depositarle in un largo piatto dove si può disporre sul fondo un po' di carta da cucina.
- Preparare il soffritto di cipolla (o in alternativa rosolare gli spicchi di aglio) e aggiungere i pelati e un po' di basilico e infine versare le melanzane a dadetti; insomma fate un buon sugo di pomodoro e melanzane.
- Gli spaghetti devono essere al dente. C'era bisogno di dirlo? Mescolare con il sugo...ma non con le melanzane fritte!
- Impiattare la porzione di pasta con sopra due tre melanzane fritte e un ciuffo di basilico. 
- Grattugiarci la ricotta a volontà.
- Le melanzane rimaste si dispongono al centro del tavolo a portata di forchetta e man mano che si consumano quelle nel proprio piatto si attinge a quello centrale per fare rifornimento.

E' più di un "primo". E' un movimento di bocche e di mani, di sguardi e di sciauri, di guizzi: è un rito.


melanzane al sugo
l'immagine tratta da giallozafferano.it - non corrisponde integralmente alla descrizione

Involtini al forno

Ingredienti per 4 persone:
18 Fettine di vitello sottili, tenere e piccole.
1 cipolla rossa
6/7 fette di pancarré
2 pomodori
pinoli
uva passa
una fetta di formaggio caciocavallo
olio di oliva
sale
semi di finocchio
pepe

Preparazione:
- soffriggere la cipolla fino a indorarla, aggiungere pomodori tagliati a cubetti e privati dei semi, pinoli e uva passa la cui quantità lascio alla sensibilità personale, sale e pepe. Una decina di minuti dovrebbero essere sufficienti ad amalgamare i sapori. Meglio lasciar raffreddare.
- Frullare il pancarré dopo aver tolto i bordi; versare in un contenitore e aggiungere il soffritto, una manciata di semi di finocchio, qualche filo d'olio d'oliva.

- Preparare a parte cubetti di formaggio - io voto per la scamorza  ma qui c'è spazio per altre varianti (per esempio pecorino o scamorza).

- Preparare degli spicchi di cipolla e listarelle di peperoni.

- Disporre al centro della fettina un generoso cucchiaio di condimento e qualche cubetto di  formaggio e arrotolare.

- I miei spiedini sono composti da tre involtini ma ne preparo qualcuno in più per chi vuole una porzione abbondante.
Lo spiedino sarà formato infilzando e alternando l'involtino di carne con un pezzo di cipolla e peperone.
Affinchè lo spiedino "tenga bene" e anche per un effetto estetico molto particolare, infilzare con due stecchi paralleli anzichè uno solo.

- Passare lo spiedino nell'olio e poi impanare (nel pane grattugiato io aggiungo altri semi di finocchio).

- Forno caldo, 170° e avanti fino ad ottenere doratura (15 minuti circa).
L'immagine  è presa dal sito cuoreinpentola.it

Biancomangiare

E' un dolce che mia mamma ogni tanto mi improvvisava come merenda a metà pomeriggio ma nella sua semplicità di ingredienti completa bene anche un pranzo.

Ingredienti per 4 persone:
1 litro di latte
4 cucchiai di farina 00
4 cucchiai di zucchero
scorze di limone o grattugiate
biscotti savoiardi o in alternativa delle gallette o quello che c'è in casa

Preparazione:
scaldare in una pentola  non aderente il latte, a fuoco moderato e aggiungere la farina e lo zucchero.
Mescolare con un cucchiaio di legno avendo cura di eliminare al più presto i grumi di farina.
Aggiungere le scorze di limone. Mescolare senza tregua fino al bollore. A quel punto avviene l'addensamento necessario.
Spegnere e versare sopra al piatto nel quale sono stati adagiati i biscotti.

E' buono caldo ma anche freddo.
Varianti: senza biscotti versato nelle coppette; senza scorza di limone ma con cannella; con pezzettini di cioccolata come guarnimento...

Se volete completare l'opera potreste aggiungere la frutta:

Fichi d'india.

Se non sapete sbucciarli ci penso io ad insegnarvelo: guardare questo filmato su youtube.

Dimenticavo il vino: 

Il rosso Cerasuolo di Vittoria va proprio bene.

e ora fermatelo...

video
Il giovanotto messo di fronte al fatto compiuto di chi gli aveva sottratto il nuovo giocattolo, non ci ha pensato due volte e ha iniziato a gattonare. Per dire che si "cambia" quando ci sono le motivazioni interiori per farlo....

giovedì 27 dicembre 2012

Passa e rimane

Passa ma rimane questo Natale 2012.

Tante emozioni da mettere nel sacco riservato alle cose buone della propria vita, quello in cui vai a curiosare nei momenti più grami.

Se fosse un tema potrebbe intitolarsi "Quattro giorni per quattro nonni" se non che, con tutte le sacrosante  ragioni, bisogna includere anche i tre zii!

Fa strano dire che il "come si cambia", questa volta, consiste nel ritrovarsi a vivere un Natale talmente tradizionale da non averne mai vissuto uno così. L'Albero sommerso dai regali, il Presepe dell'Eremo fuori dalla porta dove risuonano i canti classici, la famiglia riunita al completo,  i giochi intorno al tavolo, le risate schiette, gli scherzi, i pranzi, le cene e i dolci basati sulla cucina regionale da cui ognuno di noi proviene: Napoletana, Genovese, Siciliana e naturalmente Catalana.

Dire che tutto girava intorno a Pau è assai scontato ma corrisponde totalmente al vero.
Anche durante la S.Messa di Natale, dove con gli altri nonni ci siamo ritrovati a partecipare una poco comprensibile liturgia in Catalano, non abbiamo potuto evitare di sorridere quando il sacerdote ha proclamato: "la pau sigui amb vosaltres" e tutti ci hanno stretto la mano dicendo "Pau", "Pau","Pau".
[in Catalano Pau significa Paolo ma anche Pace]

Ma non è certo il richiamo alla "tradizione" che fa di questi giorni dei "giorni speciali". Il fatto è che la nascita di un bimbo scatena in un'intera famiglia l'occasione (che però bisogna saper cogliere) per riscoprire i fondamentali della tua vita.
Non ho scritto "Vita", con la lettera iniziale maiuscola, ho scritto "vita" perché non intendo il teorizzare sui massimi sistemi filosofici ma il guardare dentro il proprio sacco. 
Lì, per esempio, dietro le diverse scelte dei figli, scelte che a volte si accettano senza condividere e che si portano insieme senza sentirle proprie, che a volte fanno anche male, magari ci ritrovi l'unica cosa veramente importante per cui valeva la pena di provarci a fare il genitore. E' una parola talmente stiracchiata e maltrattata, banalizzata e malridotta che spesso diventa irriconoscibile. Ci ritrovi un flusso di energia che va e uno che ritorna. Che si allarga e contiene che si divide e si moltiplica... 

Eppure, secondo me, è l'unico e il solo motivo per cui il nostro "esserci" ha un senso così profondo da abbracciare il passato e il futuro; una parola capace di richiamare in un colpo solo l'inizio e la fine di tutto.

... Sai cosa ti dico...oggi questa parola intorno alla quale continuo a girare, la penso ma non la scrivo.
Oggi, così, mi sembra di dargli più valore.




martedì 18 dicembre 2012

Il lavoro nutre il corpo e l'anima

Articolo 4 della costituzione italiana:


La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Ogni legge che va conto il lavoro è un sacrilegio...tu, è inutile che mi dai tutti i diritti, se non ho il lavoro non sono niente. Amare il proprio lavoro credo che sia una vera e concreta forma di felicità sulla terra. 
Quello che spetta ai futuri governi non è solo cercare il lavoro ma far sì che ognuno di noi ami il proprio lavoro. Con la disoccupazione le persone non è che perdono solo il lavoro, perdono se stessi e stanno male e producono infelicità. Fanno stare male gli altri. Perdiamo tutti quando non c'è il lavoro. Perché quando lavoriamo non è che modifichiamo solo l'oggetto a cui stiamo lavorando, modifichiamo noi stessi. Diamo una forma alla nostra vita. Quando ci danno la busta paga non troviamo solo i soldi, troviamo un'altra ricompensa: noi stessi. Quella paga non è "avere" è "essere". Quel compenso non dà solo da mangiare al corpo , nutriamo l'anima; se non c'è il lavoro crolla tutto...
(tratto da Benigni, La più bella del mondo- Rai1 17 Dicembre 2012)

Io mi sono commosso perché ho ritrovato in queste parole i sentimenti che ho provato nell'incubo vissuto giusto un anno fa. Mai nella mia vita sono stato così consapevole dell'amore per il lavoro che sto facendo; oggi a 59 anni compiuti provo passione, impegno, entusiasmo, forza, curiosità, interesse, scoperta, creatività, determinazione...grazie.

lunedì 10 dicembre 2012

E' arrivata la stella


Nella grotta dell' Eremo, a San Pol de Mar,   anche quest'anno è arrivata la Stella con la buona notizia che è ci è nato un Salvatore.

Però quest'anno la buona notizia è doppia: insieme al Bambino ci è nato un nipotino.



Nonostante i brutti corvi della crisi economica e i tentativi di rianimare sgraditi dinosauri non mi lascerò sfuggire questa occasione per festeggiare unNatale speciale con le persone che amo!





Nella società dei consumi, in cui si è tentati di cercare la gioia nelle cose,  il Natale sia vissuto non solo come una festa esteriore, ma come la festa del Figlio di Dio che è venuto a portare agli uomini la pace, la vita e la gioia vera. [Benedetto XVI  9/12/2012]

lunedì 3 dicembre 2012

Prove da Nonni

Prima sorpresa: arriviamo a Barcellona e all'uscita dell'aeroporto  sono ad aspettarci figlia, genero, Duc e ...Pau!
"Ciao Pau, siamo i nonni, non siamo solo un'immagine che appare sullo schermo del computer, non siamo virtuali, siamo qui..."
Naturalmente Pau che ha appena cinque mesi non può rispondere. Ci guarda con due occhi enormi e chiarissimi, sorride e poi intimidito tuffa ripetutamente la testa contro il corpo rassicurante della sua mamma.
Ma intanto è l'inizio che dà il via alle successive 42 - quarantadue -ore di ...prove da Nonni.

Le prove includono un paio di passeggiatine mattutine, giochi a livello terra e a livello divano, versi gutturali e facce da deficienti che possano provocare  le risate del nipotino;  tenerissimi momenti nel lettone al nostro risveglio (commozione); pappe e cambi pannolini (solo la nonna); foto e riprese video con tutte le tecnologie possibili (solo il nonno).
Lo so, storie di quotidiana normalità ma in questo caso amplificate dalla lontananza che rende ogni gesto unico, nuovo e prezioso.

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