mercoledì 16 gennaio 2013

Il dissenso e il dubbio nei gruppi

In questi giorni l'esperienza di un amico mi ha riportato in evidenza un argomento che ho trattato varie volte nel mio blog.

In qualsiasi gruppo, sia esso culturale, istituzionale, movimento religioso, parrocchiale, politico, sportivo, lavorativo, sindacale e così via, si instaurano delle dinamiche comuni che evidentemente hanno una radice che va oltre l'ideologia o gli obiettivi dichiarati dal gruppo stesso.
Naturalmente non sono un sociologo né uno psicologo, quindi mi limito a mettere in bella copia sensazioni ed esperienze personali e di persone che conosco, suffragate da qualche elemento disponibile in rete.
D'altronde quasi tutti facciamo parte e abbiamo fatto parte di uno o più gruppi e, con gli anni, si accumulano un bel po' di episodi...

Un gruppo sembra essere caratterizzato da struttura organizzativa, un'altra gerarchica e dalla condivisione di certe norme comuni.
Tutto questo modifica e influenza gli individui. L'ampiezza e la profondità di questa influenza variano di caso in caso.
In particolare le norme contribuiscono a  dare supporto ad un certo Ordine  nel gruppo, facilitano l'Avanzamento al suo interno e soprattutto al Mantenimento della coesione.
Questo spiega perché  il dissenso e il dubbio sono così mal tollerati. Non c'è da stupirsi.

Mi risultano esperimenti (ma non so citarli) di questo tipo:




Nella figura qui sopra, di che colore è il Quadrato in alto a sinistra?
Azzurro, azzurro, azzurro, azzurro, azzurro, azzurro, azzurro, azzurro...

Le risposte sbagliate dei collaboratori influenzano la risposta dei partecipanti
Solo una piccola parte dei partecipanti rispondono secondo l’evidenza oggettiva: Giallo. La filosofia è “Non credo ai miei occhi…ma il gruppo avrà ragione". “Io posso sbagliare ma è difficile che tutto il gruppo sbagli”;

Non c'è neanche da fare la classifica dei buoni e dei cattivi; io credo che, in occasioni diverse, ci siamo trovati in un fronte e in altre, su quello opposto...
In definitiva il gruppo non accetta, anzi rigetta, gli individui  che deviano rispetto alle norme stabilite dal gruppo (Levine, 1980).
Per quanto riguarda me stesso, tutto questo posso dirlo senza alcun dubbio e tema di dissenso.

 








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