domenica 19 maggio 2013

Una ventosa domenica di Maggio a Mornese, come sul lago di Galilea.

Mornese è un piccolo paese nelle colline del basso Piemonte, vicino ad Ovada. E' anche il posto dove è nata una santa, conosciuta più all'estero che in Italia: Maria Domenica Mazzarello.

Stamattina, nonostante le cattive previsioni meteo, il vento teso ha contribuito a spazzare il cielo e concedere una giornata fredda ma azzurra e lì oggi ho partecipato a un incontro con Paolo Curtaz.

Sono incontri molto semplici: Paolo parla commentando il Vangelo di Marco, poi si hanno a disposizione spazi di tempo adeguati per il silenzio e la riflessione personale poi si ricomincia....
La differenza non la fa l'originalità dell'agenda ma il contenuto. Non che Paolo sia un "leader" nel senso classico, non che sia un trascinatore...anzi, con la sua aria da valdostano, semmai, ti trasmette un senso di pacatezza, di raccoglimento.
La differenza sta tutta nella capacità di spiegarti i fatti descritti nel Vangelo ricostruendo con competenza il contesto originale, il significato delle parole usate, puntando dritto al messaggio che lo scrittore intendeva trasmettere, non come può essersi modificato nel corso dei secoli per successive interpretazioni. 
Ti ritrovi ad ascoltare, ma in realtà vedi davanti a te come la scena di un film che scorre davanti ai tuoi occhi.
Qui ora io traduco così come ho colto e ricordo....

In questo caso la scena è quella successiva al miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci.
In seguito a quell'episodio, Gesù era un po' deluso dai suoi apostoli perché non avevano compreso il fatto dei pani. Li aveva costretti a prendere la barca e aveva anche indicato il posto dove si sarebbero rivisti, mentre lui era rimasto solo a ripensare agli ultimi avvenimenti e a pregare.
Ma gli apostoli sono in difficoltà, hanno capito che al di là dell'euforia che li aveva contagiati nei giorni precedenti, c'è qualcosa che non va, qualcosa che non riescono a comprendere; il loro cuore è indurito. In questo stato d'animo li sorprende un forte vento contrario che non riescono a contrastare con i remi; è sera: la stanchezza e il panico si sta facendo largo nel gruppo.
In questa situazione Gesù decide di intervenire, lo fa per aiutarli, per incoraggiarli ma il risultato è che questi si spaventano ancora di più. Pensano di vedere un fantasma che cammina sulle acque, non riconoscono che è il loro Maestro.

Il viaggio previsto sfuma, si torna indietro al punto di partenza...io mi vedo la scena del ritorno vissuta come  un fallimento, uno stop, la paura e l'incomprensione hanno avuto il sopravvento.

Qualcuno forse, oltre al sottoscritto, ci si ritrova in questo stato d'animo.
Quante volte, trascinato dall'entusiasmo, dalla voglia di fare, di cambiare e voler cambiare, mi sono invece ritrovato in quello stato d'animo che si riassume bene con l'immagine di una tempesta che ferma lo slancio, e lì riconosco di non aver capito i fatti "del pane e dei pesci". 

Cioè non ho capito che il vero cambiamento è la compassione, il con-patire, il condividere quello che si ha. Altro che ansia per lo spread che va su o giù e per il lavoro precario...

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