sabato 15 febbraio 2014

Dove siamo di casa - I campi dello sport

Non  ho certo raggiunto la mèta, non  sono  arrivato alla perfezione; ma mi sforzo di correre per conquistarla, perché anch’io sono  stato conquistato da Cristo Gesù. (Fil 3,12)

È buona cosa, si sa, avviare i piccoli a uno sport, calcio, nuoto, ba- sket, pallavolo, tennis, e tanti altri: sono le attività che portano la famiglia nei luoghi del gioco, per lo più ‘campi’, che siano all’aperto o meno poco importa. Momento di svago, di competizione, di vi- cinanza con i propri piccoli, di scambio con altre famiglie, con gli allenatori e le allenatrici, grandi ‘mister’ agli occhi dei nostri figli. Lo sport è un mondo speciale che vede alleati sui campi di gioco adulti che a vario titolo si curano della crescita delle nuove gene- razioni. Lì i figli diventano anche di altri, obbediscono ad altri, da loro ricevono complimenti, sopportano rimproveri, sono invitati a dare il massimo, ad avere a cuore i compagni, a essere generosi, avere fiducia in se stessi, mettere al primo posto ‘il bene comune’ della squadra. Lo sport è palestra di vita, come forse nessuna altra: i piccoli iniziano a conoscere le loro doti e a far i conti con i propri limiti, scoprono che ‘se anche qualcuno è più bravo di me, non per questo non valgo niente…’. Buona cosa preservarlo dalle no- stre invadenze indebite, lasciando agli allenatori e alle allenatrici il loro ‘primato’; cosa sacrosanta custodirlo da eccessi nelle pa- role, nei toni, nei gesti e nei giudizi. Perché tutti i nostri giovani, bravi e meno bravi, possano trovare nello sport un buon allena- mento per le tante cose che contano nella vita.
(Dove siamo di casa - Lo sport. Fascicolo della Diocesi di Milano per la Famiglia)

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