domenica 14 settembre 2014

Il matrimonio non è una fiction

Il Papa oggi ha sposato 20 coppie e facendo riferimento alle letture della domenica ha parlato del matrimonio.
Tutti i media titolano "il matrimonio non è una fiction" e sottinteso: "che bello, che bello, che bravo, che bravo, passiamo oltre...".

Fiction (letteralmente “finzione”) viene usata in italiano per indicare la narrazione di eventi immaginari, non reali. Nel suo significato più esteso, la definizione di fiction può essere applicata a qualsiasi tipologia di narrazione – letteratura, cinematografia, fumetti eccetera.

Quando di Fiction si tratta, spesso comincia proprio nel giorno del "ti accolgo per sempre" e finisce il giorno in cui, per una lista di motivi sempre più sacrosanti della promessa fatta, si smette di sopportare il viaggio, ci si arrende.
Così nascono situazioni dolorose, frustrazioni, abbandoni, rimpianti, o peggio rivalse e guerre, e nuove storie, o peggio nuove non-storie....
La verità che spesso tendiamo a dimenticare, da cristiani in pantofole, è che Gesù non condanna nessuno, ma chiede di essere guardato!

Anche quando, a volte, gli avvenimenti sono andati troppo oltre... e "guardarlo" non cambia la realtà dei fatti ed è impossibile tornare indietro, Lui chiede di "guardarlo"!
Non è questione di regole di diritti o doveri. Troppo spesso per queste situazioni ci comportiamo come se il messaggio di misericordia di Gesù, non fosse più applicabile.
E' come se dicessimo a queste persone: "dovevi pensarci prima; adesso, stai lì, accetta la tua croce e possibilmente non lamentarti troppo".
Il valore straordinario del Sacramento del Matrimonio ha bisogno di essere ancora e ancora di più esplorato come Simbolo dell'Amore fra Dio e il suo Popolo, troppo grande per fermarsi a delle norme che riguardano poter-o-non-poter-fare la comunione per i divorziati, potersi o non potersi ri-fare una vita....
Il punto è: stiamo guardando Gesù?  La domanda è rivolta a chi sta soffrendo situazioni di matrimonio-devastato ma cerca solo un "nuovo bollino" ed è rivolta ha chi ha le carte in regola e si sente giudice. 

Abbiamo lo sguardo puntato su di Lui, come il popolo nel deserto che guardava il Serpente per guarire?
Se così fosse è certo che potremmo guarire, oppure vuol dire che al messaggio di Gesù abbiamo sostituito una nuova-vecchia legge.

Il matrimonio non è una fiction, è la vita reale, il suo finale, non è stato ancora scritto dagli sceneggiatori finché i due sono in vita!



Fin qui io, ora le parole del Papa...

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E’ incalcolabile la forza, la carica di umanità contenuta in una famiglia: l’aiuto reciproco, l’accompagnamento educativo, le relazioni che crescono con il crescere delle persone, la condivisione delle gioie e delle difficoltà… Le famiglie sono il primo luogo in cui noi ci formiamo come persone e nello stesso tempo sono i “mattoni” per la costruzione della società.

Viene da pensare alle coppie di sposi che “non sopportano il viaggio”, il viaggio della vita coniugale e familiare. La fatica del cammino diventa una stanchezza interiore; perdono il gusto del Matrimonio, non attingono più l’acqua dalla fonte del Sacramento. La vita quotidiana diventa pesante, e tante volte, “nauseante”.

Il rimedio che Dio offre [...]per gli sposi che “non sopportano il cammino” e vengono morsi dalle tentazioni dello scoraggiamento, dell’infedeltà, della regressione, dell’abbandono... Anche a loro Dio Padre dona il suo Figlio Gesù, non per condannarli, ma per salvarli: se si affidano a Lui, li guarisce con l’amore misericordioso che sgorga dalla sua Croce, con la forza di una grazia che rigenera e rimette in cammino sulla strada della vita coniugale e familiare.
L’amore di Gesù, che ha benedetto e consacrato l’unione degli sposi, è in grado di mantenere il loro amore e di rinnovarlo quando umanamente si perde, si lacera, si esaurisce. L’amore di Cristo può restituire agli sposi la gioia di camminare insieme; perché questo è il matrimonio: il cammino insieme di un uomo e di una donna, in cui l’uomo ha il compito di aiutare la moglie ad essere più donna, e la donna ha il compito di aiutare il marito ad essere più uomo. 

Questo è il compito che avete tra voi. “Ti amo, e per questo ti faccio più donna” – “Ti amo, e per questo ti faccio più uomo”. E’ la reciprocità delle differenze. Non è un cammino liscio, senza conflitti: no, non sarebbe umano. E’ un viaggio impegnativo, a volte difficile, a volte anche conflittuale, ma questa è la vita! E in mezzo a questa teologia che ci dà la Parola di Dio sul popolo in cammino, anche sulle famiglie in cammino, sugli sposi in cammino, un piccolo consiglio. E’ normale che gli sposi litighino, è normale. Sempre si fa. Ma vi consiglio: mai finire la giornata senza fare la pace. Mai. E’ sufficiente un piccolo gesto. E così si continua a camminare. 

Il matrimonio è simbolo della vita, della vita reale, non è una “fiction”! 
E’ sacramento dell’amore di Cristo e della Chiesa, un amore che trova nella Croce la sua verifica e la sua garanzia. Auguro a tutto voi un bel cammino: un cammino fecondo; che l’amore cresca. Vi auguro felicità. Ci saranno le croci, ci saranno. Ma sempre il Signore è lì per aiutarci ad andare avanti. Che il Signore vi benedica!

Papa Francesco 14/09/2014
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