martedì 22 dicembre 2015

Villa Borghese, avvolta dalla nebbia

Villa Borghese, avvolta dalla nebbia, sembra spettrale. Mentre corro mi sembra di essere entrato in un quadro dipinto da un pittore fiammingo. Tinte scure e luci improvvise.


Di solito anche nella brutta stagione, che piova o faccia freddo, c'è un certo movimento di umanità: turisti tardivi in uscita dal museo, frettolosi impiegati di rientro verso casa, biciclette lente e stanche, ragazzi e ragazze che corrono con l'energia di chi ha ancora tante calorie da giocarsi, ragazzi meno giovani che si illudono di correre ancora (come me), cani che accompagnano i loro fedeli umani, coppie che cercano riparo in una panchina per un reciproco stretto contatto.



Stasera, sembra tutto ovattato, come un parabrezza che si sta appannando. 
Qualche ombra indistinta, qualche raro incrocio; le luci dei lampioni come tempere dal colore slabbrato, vapore che sale dalla terra e prima di disperdersi si addensa in tremolanti figure aliene, sembra  di essere cullati verso un sereno oblio; la fatica dei muscoli non brucia stasera, come se la nebbia potesse lenire la stanchezza.   

Ma la sensazione d'insieme non è inquietante, anzi è delicatamente onirica, un po' fantastica, un po' da favola antica.

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