Visualizzazione post con etichetta felicità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta felicità. Mostra tutti i post

domenica 22 marzo 2009

Regole per la felicità

Ancora qualche appunto sulla Resilienza psicologica.

La gente non è distrurbata dalle cose in sè, ma dall'opinione che ha di esse. (Epitteto)

La filosofia di Epitteto viene riassunta nella regola aurea della felicità:
  • Tra le cose che esistono, alcune dipendono da noi, le altre non dipendono da noi.
  • Se credi che le cose che dipendono da te non possono essere manipolate e che le cose che ti sono estranee siano tue, ti troverai in uno stato di tristezza e di inquietudine, e rimprovererai dio e gli uomini. Se al contrario pensi che sia tuo solo ciò che è tuo, e che ciò che ti è estraneo - come in effetti è - ti sia estraneo, nessuno potrà più esercitare alcuna costrizione su di te, nessuno potrà più ostacolarti, non muoverai più rimproveri a nessuno, non accuserai più nessuno, non farai più nulla contro la tua volontà, nessuno ti danneggerà, non avrai più nemici, perché non subirai più alcun danno".

Queste cose sono state scritte duemila anni fa!

tratto da "Resisto dunque sono":

Ognuno di noi filtra e seleziona gli stimoli che riceve dall'esterno accettando soltanto quelli che ritiene utili o importanti. La realtà oggettiva esiste, ma noi viviamo in un mondo che è una interpretazione effettuata a partire dal reale.
...la sensazione che arriva in coscienza: "Ho ancora energia" o "non ce la faccio più" è il risultato di una complessa elaborazione personale.

Ci sono persone che vengono distrutte da piccoli contrattempi mentre altri sopravvivono egregiamente a catastrofi planetarie.
Le persone non sono stressate dagli eventi in sè, ma dal modo in cui li interpratano.
Di fronte a un problema posso focalizzarmi sull'immensità della mia sfortuna; oppure sulle risorse che dispongo per tentare di risolverlo, occorre rivoluzionare il nostro mod di guardare alla realtà per trovarne uno più funzionale ed efficace.
Gli individui si potrebbero classificare in base a dove posizionano il controllo (il timone) della propria vita: se internamente o all'esterno. Se è all'interno: farcela o non farcela dipende da me altrimenti dipende dal fato, dal caso, dalla fortuna.

mercoledì 24 ottobre 2007

Entrare in contatto con i propri sentimenti

Dedicato a una persona che mi ha confidato qualcosa...

Ma va bene per tutti, Antony De Mello è il maestro di "come si cambia". Abbiate la pazienza di arrivare fino in fondo anche se è un post un po' lungo.

Brano tratto da "Scopri te stesso e riprenditi la vita".

La prima cosa da fare è entrare in contatto con i sentimenti negativi di cui non si è consci.
Un sacco di gente ha dei sentimenti negativi, senza rendersi conti di averli. Un sacco di gente è depressa, senza rendersi conto di esserlo. E' solo entrando in contatto con la gioia che si rende conto di quanto sia stata depressa. Non si può affrontare un cancro che non si è individuato. Non ci si può liberare degli insetti nocivi che infestano la propria azienda agricola, se non ci si è resi conto della loro presenza.
La prima cosa da raggiungere è la consapevolezza dei propri sentimenti negativi.
Quali sentimenti negativi? La malinconia, per esempio.
Ci si sente malinconici e di cattivo umore. Si prova odio nei confronti di se stessi, o dei sensi di colpa. La vita sembra non avere scopo, nè senso.
Ci si sente feriti, nervosi e tesi.
Prima di tutto, entrate in contatto con questi sentimenti.
Il secondo passo è capire che il sentimento è dentro di voi, non nella realtà. E' una cosa talmente evidente, ma le persone lo sanno? Non lo sanno, credetemi. Hanno il master e sono rettori di universita', ma non hanno capito questo.
A scuola non mi è stato insegnato a vivere. Mi è stato insegnato tutto il resto. Come ha detto qualcuno: "Ho avuto un'ottima istruzione. Mi ci sono voluti degli anni per farmela passare".
La spiritualità è tutta qui, sapete? Disimparare. Disimparare tutte le scemenze che vi sono state insegnate.
I sentimenti negativi sono dentro di voi, non nella realtà. Dunque, smettete di tentare di cambiare la realtà. E' una follia!
Smettete di tentare di cambiare l'altro. Sciupiamo le nostre energie e il nostro tempo cercando di cambiare le circostanze esterne, cercando di cambiare il nostro coniuge, il nostro capo, i nostri amici, i nostri nemici e tutti gli altri.
Non dobbiamo cambiare nulla.
I sentimenti negativi sono dentro di (voi). Nessuna persona al mondo ha il potere di rendervi infelici. Nessun evento al mondo ha il potere di turbarvi o farvi del male. Nessun evento, nessuna condizione, nessuna situazione, nessuna persona. Nessuno vi ha mai detto questo: vi è sempre stato detto il contrario. Ecco perchè vi trovate nei pasticci, adesso. Ecco perchè siete addormentati. Nessuno ve l'ha mai detto, ma è evidente.
Supponiamo che la pioggia rovini un pic-nic. Chi è a reagire in modo negativo? La pioggia, o (voi)? E cosa provoca questo sentimento negativo? La pioggia o la vostra reazione? Quando sbattete il ginocchio contro il tavolo, il tavolo sta benissimo. Si occupa di fare quel che dovrebbe - e, cioè, il tavolo. Il dolore è nel vostro ginocchio, non nel tavolo.
I mistici continuano a tentare di farci capire che la realtà va bene così com'è.
La realtà non è problematica. I problemi esistono soltanto nella mente umana. Anzi, potremmo aggiungere: nella mente umana stupida, addormentata.
Togliete gli esseri umani da questo pianeta, e la vita continuerebbe, la natura continuerebbe a svilupparsi in tutta la sua bellezza e la sua violenza. Dove starebbe il problema? Nessun problema.
Voi avete creato il problema. Voi siete il problema. Vi siete identificati con il "me", ed è questo il problema. Il sentimento è dentro di voi, non nella realtà.
Mai identificarsi con quel sentimento. Non ha niente a che vedere con l'"io".
Non definite la vostra essenza in termini di quel sentimento. Non dite: "Sono depresso".
Se volete dire:"C'è depressione" va bene. Se volete dire che c'è malinconia, va bene. Ma non dite:"Sono malinconico" - perchè, in questo modo, vi definite alla luce di quel sentimento.
E' questa illusione, è questo il vostro errore. In questo momento c'è una depressione, ci sono dei sentimenti feriti, ma così sia, lasciateli stare.
Passeranno. Tutto passa, tutto. Le vostre depressioni e le vostre emozioni non hanno niente a che vedere con la felicità. Quelle sono solo oscillazioni del pendolo. Se cercate eccitazione ed emozioni, preparatevi alla depressione. Volete la vostra droga? Preparatevi ai contraccolpi. Il pendolo oscilla da un estremo all'altro.
Questo non ha niente a che vedere con l'"io", nè con la felicità. E' il "me".
Se ve lo ricorderete, se lo ripeterete a voi stessi un migliaio di volte, se proverete questi tre passi un migliaio di volte, ci arriverete. Magari vi basteranno tre volte, o anche meno. Non lo so: non ci sono regole. Ma fatelo mille volte, e farete la più grande scoperta della vostra vita.
...
Ma non è necessario appartenere a qualcuno, a qualcosa, o a un gruppo. Non è nemmeno necessario innamorarsi.
E' necessario amare. E' tutto qui: questa è la vostra vera natura. Ma la verità è che mi state dicendo che volete essere desiderati. Volete essere applauditi, volete essere attraenti, con tutte le scimmiette che vi corrono dietro. State buttando via la vostra vita. (Svegliatevi)! Non ce n'è bisogno. Potete essere felici e beati senza tutto questo.
...
Come si possono cambiare le cose? Come potete cambiare voi stessi? Ci sono molte cose da capire qui, o meglio, una sola cosa che si può esprimere in molti modi.
Immaginate un paziente che va dal dottore per dirgli di cosa soffre.
Il dottore dice: "Bene, ho capito i suoi sintomi. Lo sa cosa farò? Prescriverò un farmaco al suo vicino!".
Il paziente risponde: "Grazie mille, dottore: mi sento già molto meglio".
Non è assurdo? Eppure è proprio quel che facciamo tutti noi. La persona addormentata pensa sempre che si sentirà meglio se sarà qualcun altro, a cambiare. Si soffre perchè si è addormentati, però si pensa: "Come sarebbe meravigliosa la vita se qualcun altro cambiasse; come sarebbe meravigliosa la vita se il mio vicino cambiasse, mia moglie cambiasse, il mio corpo cambiasse".
Vorremmo sempre che fosse qualcun altro a cambiare, in modo da sentirci meglio. Ma vi siete mai accorti che anche se vostra moglie cambia, o vostro marito cambia, su di voi non ha alcun effetto? Siete vulnerabili tanto quanto prima; addormentati tanto quanto prima.
Siete voi ad avere bisogno di cambiare, ad aver bisogno della medicina.
Continuate a insistere: "Mi sento bene perchè il mondo va bene". (Sbagliato)!
"Il mondo va bene perchè io mi sento bene". E' quel che dicono tutti i mistici.

mercoledì 26 settembre 2007

Pessimismo e Felicità

Fra i tanti, ancora un racconto con protagonista Nasruddin per riflettere che cambiare atteggiamento nei confronti della vita è sempre possibile. Che nessuno è condannato a convivere con il pessimismo.

Alla fine della sua vita Mulla Nasruddin dichiarò che aveva sempre vissuto nella tristezza, ma che ora, all'improvviso, si sentiva felice. Tutti gli abitanti del villaggio rimasero sconvolti, stupiti da quella notizia: quell'uomo era sempre stato depresso, triste, aveva sempre visto il lato oscuro delle cose, come mai ora era tanto allegro. Era sempre stato un pessimista, vedeva sempre spine in ogni cosa. Una volta ebbe un raccolto eccellente: tutti i suoi meli erano carichi di frutta, e un vicino gli disse: "Ora, finalmente, non potrai lamentarti. Questo raccolto farà cadere su di te una pioggia d'oro, che mi dici, Nasruddin?" E Nasruddin, immerso nella tristezza più nera disse: "Va tutto bene, ma dove troverò ora mele marce per nutrire i maiali?" Un uomo simile sarà sempre infelice, perfino di fronte a un raccolto eccellente vede difficoltà. All'improvviso quest'uomo divenne felice, era naturale che tutto il villaggio fosse incuriosito, per cui gli chiesero in coro cosa mai fosse successo, e Nasruddin rispose: "Ho imparato a collaborare con l'inevitabilità della vita. Dopo anni di lotta, ho compreso qualcosa. Ora ho deciso che ciò che deve essere, deve essere. D'ora in poi collaborerò con l'inevitabile, per cui non ho più motivo di essere infelice. Ecco perché sono felice!"

venerdì 17 febbraio 2006

"Come stai?"

Sembra un incubo, ma non è un sogno...

C'è stato un periodo in cui quando qualcuno mi chiedeva "Come stai?" l'unica risposta possibile era "Benissimo", accompagnato da un sorriro a trentadue denti.
Ogni altra formula che palesasse una qualsiasi incertezza era considerata segno di un problema "spirituale".
Rispondere "così così" era l'orlo del baratro.
Ma anche solo accontentarsi di un "...bene" era il segno di una mancanza di Amore che andava approfondita e corretta e si veniva subito richiamati "...e perchè non benissimo?".

Si doveva "testimoniare" che un buon cristiano è felice, ma intendiamoci: non felice "per finta", doveva essere felice per davvero.
E se tu in quel momento non ti sentivi felice?
Era lo stesso dovevi fare una "divina commedia".
Ripenso a quegli anni come la paranoia dell'amore, lo stalinismo della religione, il manganello della santità!

Ho impiegato parecchio tempo per disintossicarmi, per ritornare alla comune "infelicità" di tutti gli uomini, per riconsiderare l' "essere normali", come la normalità.

Pochi sanno oggi cogliere la mia felicità e il mio senso di liberazione quando, alla domanda "Come stai?", rispondo:
"Oggi non tanto bene, sono un po' in ansia".
Può anche essere che io risponda "Benissimo" allora dipende:
se chi ho davanti è un amico, sicuramente è la verità, ma in questo caso è più probabile che io usi altre espressioni;
oppure se non è un amico o se si tratta di una situazione formale vuol dire che alzo un muro, che in realtà non voglio comunicare quello che provo.

...Allora attenzione alla mia risposta la prossima volta che mi chiedi "Come stai?"

giovedì 8 settembre 2005

Il viale del tramonto


L’uomo passeggia lungo un viale del grande giardino all’italiana, in lontananza si intravvedono le forme del lago e la lunga catena dei monti che raccolgono le sue acque; le foglie delle piante ornamentali hanno già il colore caldo dell’autunno e nella voce dell’uomo c’è una forte venatura di tristezza.
Accanto a lui una donna ascolta il suo lamento.
Lui sta raccontando quanto sia difficile separarsi da lei, ma è una nenia che non finisce più.
Allora lei rompe gli indugi: non è più il tempo di trascinare così a lungo questa situazione, questo sarà l’ultimo loro incontro.
L’uomo non si aspettava questa svolta; in un attimo una forte emozione attraversa il tutto suo corpo, come un brivido capace di risvegliare dal torpore che aveva lasciato l’estate.
Segue un breve ma intenso silenzio; quello che parla pochi secondi dopo è un uomo che ha cambiato tonalità nella voce e nell'aspetto, l’autunno improvvisamente sembra fare meno paura.
Ora l'uomo sembra più disponibile ad ascoltare e la donna può raccontagli qualcosa che riguarda il giardino in cui continuano a passeggiare. Le siepi opportunamente tagliate e sagomate compongono delle parole che rimangono scolpite: sono i messaggi lasciati da tutti quei musicisti che, al termine della loro carriera, sono approdati in questo luogo dorato.
Sono parole piene di poesia e di tenue felicità.

(sogno)