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domenica 5 aprile 2015

Scacce e non chiamatele focacce

Mamma Salvina ci ha lasciato tanti anni fa, ma grazie soprattutto a qualche mese trascorso in casa sua quando Maria Teresa aspettava Marianna, abbiamo imparato a fare la scacce alla sua maniera.

Con gli anni abbiamo consolidato una tradizione tutta nostra secondo la quale le scacce si fanno a pasquetta e sono la base per la classica scampagnata, possibilmente con degli amici.

Per noi c'è una versione, chiamiamola così: classica, i cui ingredienti sono ricotta, cipolla, piselli, prezzemolo, formaggio grana (conditi con olio, sale e un po' di pepe).
Poi le varianti: con salsiccia e sugo, con salsiccia e piselli con patate, melanzane, peperoni (diciamo contorno mediterraneo), oppure prosciutto e mozzarella e via così, largo alla fantasia.

Nel filmato ho ripreso la caratteristica chiusura che io chiamo a libretto. Per me è un passaggio fondamentale! Non solo per la particolare forma che prende la scaccia, ma perché crea un doppio strato di ripieno separato dalla sfoglia.
Poi prima di infornare una spennellata d'olio qualche buco con la forchetta nella parte superiore e via, si attende il miracolo.



In questo preciso momento la prima delle due infornate è quasi pronta è in casa si sta spandendo un profumo delizioso tanto che, nonostante il pranzo di Pasqua - cioè ingolfo da cibo oltre il livello di guardia - verrebbe voglia di aprire il forno e infilarsi una scaccia  direttamente in bocca.

E' invece no, dopo la cottura si seguirà il rito annuale, secondo le norme di mamma Salvina.
Le scacce saranno coperte con uno strofinaccio umido e il tutto avvolto con delle tovaglie spesse in modo che l'umido della stoffa si trasmetta alla crosta e la mantenga morbida fino a domani.

Che dire: la tecnologia fa miracoli ma per quanto riguarda il profumo, bisogna accontentarsi della mia descrizione: fragranza di pane cotto, di grano croccante e di olio che sfrigola, dolcezza di cipolle e di piselli cotti sventagliati in tutti gli angoli della casa insieme all'aroma delle salsicce il cui grasso svapora ed è sostenuto dal pizzico del finocchietto.








venerdì 1 luglio 2005

Il profumo

(SOGNO)

Il ladro penetra nel mio appartamento e freneticamente cerca nei cassetti, nel ripiano del comò, nello scrittoio, ad una ad una agguanta ogni boccetta di profumo che incontra, la apre l'annusa con rapacità e continua la sua ricerca.

E' così che lo sorprendo rientrando in casa, ma la sua smania lo spinge a continuare la ricerca, non si ferma e non scappa.
Ho il tempo di chiamare gli agenti in mio soccorso.

Irrompono nell'appartamento e, con mio stupore, anzichè arrestare il furfante, gli danno man forte e anche loro si affannano nella ricerca dei profumi.

Sembra che la mia stanza sia proprio piena di aromi contenuti in vetri colorati, di ogni forma e dimensione.

Quando poi il ladro, dopo aver annusato l'ennesima essenza, di sporge pericolosamente dalla finestra, prendo la mia decisione, una spinta decisa, e lui giù, precipita fino a terra.

Ora ho capito, so cosa stanno cercando, so dove trovare la boccetta di profumo che io ora improvvisamente riconosco. La agguanto, la apro, la annuso con intensità e salto dalla finestra,

... perchè io posso volare.

Avevo un segreto in casa che da tanto tempo mi avrebbe permesso di muoversi nell'aria a dispetto della forza di gravità ma non ne ero consapevole.
Io posso volare;

ladri e agenti siete gabbati il tesoro è mio.