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lunedì 21 gennaio 2008

La tredicesima storia

Quante storie bisogna raccontare prima di arrivare alla verità?

La tredicesima storia, ti avvince fin dalle prime righe perché è ben scritta, la lettura scorre senza sussulti e la trama è intrigante.
Sono i segreti che affiorano come fantasmi nelle vite dei personaggi a lasciarti continuamente in attesa della verità.
Suggestione e mistero avvolgono i racconti della scrittrice Vida Winter e della libraia Margaret che, chiamata a scrivere la sua biografia, reclama: "Mi racconti la verità".
E la storia comincia il suo corso attraverso i ricordi di Vida:
"Comincerò dall'inizio. Anche se l'inizio non è mai dove si pensa. Attribuiamo una tale importanza alle nostre vite da essere portati a pensare che la loro storia cominci con la nostra nascita. Prima non c'era niente, poi sono nata io...Ma non è così. Le vite umane non sono pezzi di corda che si possono districare dal groviglio delle altre e distendere separatamente".

I fatti si succedono ma il senso di incompletezza, durante tutta la lettura, non ti abbandona mai. Il "doppio" è stato separato, la gemella aspetta e si protende verso l'agognato ricongiungimento.

Forse, aggiungo io, anche chi non è gemello, aspetta la verità su se stesso, aspetta di potersi ricongiungere con quelle parti di sé che rimangono segrete per tanto tempo.

martedì 25 settembre 2007

Verità

Nasruddin è il protagonista di una lunghissima serie di racconti della tradizione Sufi. A volte viene calato nella parte dell'idiota o dello sciocco, altre volte in quella di un grande saggio.
Comunque sia le sue storie servono sempre per riflettere.

A proposito della "Verità" argomento che ho trattato nel mio racconto "Il prisma cangiante", ecco la versione che vede protagonista Nasruddin.


Un giorno Mullah Nasruddin e il Diavolo stavano camminando e conversando amabilmente quando sul loro sentiero Nasruddin vide un frammento di Verita'. Non disse niente al Diavolo per impedire che cadesse preda dei suoi artigli, ma il Diavolo capi' e disse a Nasruddin che per lui non valeva la pena di raccogliere una scheggia cosi' piccola per nasconderla "tanto, se la raccolgono gli uomini, ci fanno subito una Chiesa ed io non corro alcun pericolo".