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mercoledì 13 agosto 2008

Libertà

Non esiste la Libertà esiste l'uomo Libero.

Detta da un "amico sacerdote". Me la segno nel taccuino delle idee.

mercoledì 9 gennaio 2008

La banca dei Favori

Paolo Coelho, nel libro Lo Zahir, la chiama la "Banca dei Favori".
Non ha sportelli dove versare e prelevare e neppure uffici virtuali on-line.
La Banca dei favori è quella intricata e vischiosa rete di movimenti in dare ed avere creata da relazioni interpersonali dove chi conta o vuol contare gestisce versamenti e prelievi in termini di "favori". Coelho fa dire al suo protagonista: "...Penso di rispondergli che questo genere di domande esula dalle indagini, ma mi serve la sua complicità, forse avrò bisogno di lui in seguito – in definitiva, esiste comunque un’istituzione invisibile di nome “Banca dei Favori”, la quale mi è stata sempre molto utile".

E' vero, il primo pensiero va ai personaggi che popolano la nostra vita politica, ma a ben guardare chi può sentirsi veramente estraneo a questo comportamento?
E poi sono veramente un po' saturo dell'Italia che si lamenta di tutto, dell'Italia che solo pretende dagli altri, quella sempre pronta a gridare "No", quella che scivola verso l'insolidarietà, nell'incapacità di guardare dentro di sé per crescere.

Allora preferisco rivedere questo argomento e perdermi qualche minuto di silenzio per rimuginare la prospettiva di Carlos G.Valles in "Ti amo ti odio" [un vecchio libro edito da Città Nuova nel 1996].

"Oggi, faccio qualcosa per te e questo, esteriormente, ha tutta l'aria di un atto di altruismo disinteressato e, nel mio intimo, se ci penso, anche a me la cosa appare così; ma sotto sotto, negli archivi occulti del mio subcosciente, ho preso nota del mio sacrificio, l'ho registrato, e un giorno esigerò da te un adeguato compenso per esso, oppure, il che sarà anche peggio, ti farò pagare il mio aiuto generoso di oggi con il rancore perennemente represso che conserverò contro di te".
"A questo mondo le fatture si pagano e i favori non sono mai del tutto gratuiti". "Può darsi che fossimo convinti che quel sacrificio lo facevamo per puro amore ma...il servizio prestato aveva in sé un gancio nascosto per ricavare, più tardi, dei vantaggi quale legittimo compenso"...
"E' segno di profonda sanità morale, poter dire di tutto ciò che facciamo nella vita: 'lo faccio perché sono io che voglio farlo'. Niente imposizioni dall'esterno, niente obblighi coercitivi, niente proteste represse...tutto ciò che faccio, lo faccio perché sinceramente e personalmente voglio farlo e non perché debbo farlo.
E' vero che molte delle cose che faccio non mi piacciono, non le approvo.
Ma nel contesto più ampio, profondo della mia vita, della società, delle circostanze, dei pubblici potersi, della storia, del futuro, del cielo e della terra, vedo che quella penosa opzione può essere, in definitiva, la meno dannosa per tutti gli interessati...la faccio mia con piena consapevolezza e libera volontà".

martedì 3 luglio 2007

Il segreto

Un uomo cammina per strada. Nella sua tasca posteriore è visibile il rigonfiamento di un pacchetto di documenti. Carte che non ha saputo decifrare. Le ha sbirciate per qualche minuto con un interesse che rapidamente si è esaurito e li ha rimesse in tasca.
Ignora alcune cose.
La prima è che il bottone della sua tasca si è rotto e tutto il pacchetto sta per cadere a terra senza che lui se ne accorga.
La seconda è che quelle carte racchiudono un "segreto" strepitoso, capace di rendere ricco, chi le sa interpretare, per generazioni intere.
Infine, non sa di essere osservato da due occhi attenti che controllano ogni sua mossa senza sosta e che aspettano l'evoluzione degli eventi.
Chi lo controlla non trarrebbe giovamento diretto dalle informazioni che ora giacciono sul bordo del marciapiede, per questo non si affretta a raccogliere i documenti, non manda emissari per impossessarsene. E' come un allibratore che deve puntare sul cavallo giusto, quello che gli permetterà di attingere a smisurate risorse.
Oramai il suo uomo sembra aver perso definitivamente l'appuntamento con la fortuna. Si allontana grattandosi una natica, forse si sente più leggero.

Un secondo uomo si imbatte sul pacchetto il cui contenuto si è sparpagliato a terra. Lo raccoglie, si guarda in giro. Non c'è nessuno in vista, salvo due occhi, per lui invisibili. Si mette velocemente in tasca tutto il contenuto e prosegue.
Da qualche parte il cellulare squilla. C'è la novità da registrare. Il "segreto" ha cambiato proprietario. Spostare tutto, puntare ogni risorsa sul nuovo possibile padrone del "segreto".
La catena a reazione parte, saranno coinvolte lobbies, istituti, centri di potere. Una corsa contro il tempo per reindirizzare la trappola verso la nuova preda.

Sì, eccolo a casa, aprire tutte le buste e i foglietti piegati. Non ci sono soldi né nomi o fatti compromettenti. Solo riferimenti apparentemente incomprensibili. Il disegno di una falena notturna luminosa, intrappolata dentro una gabbietta. La regina del buio. Così realistica da sembrare vera.

Tutto viene adagiato in un comodino finché non sopraggiunge uno scrupolo tardivo. Magari per il proprietario erano informazioni importanti mentre per lui è materiale senza valore.
Senza valore! Cieco! Due occhi lo fissano senza far trasparire alcuna emozione. Aspettano.
Le ricchezze passano da una mano all'altra ma se non sono riconosciute sono invisibili.
C'è un indirizzo in una busta. Lo scrupolo ha il sopravvento e tutto il plico viene imbucato per essere rispedito al precedente proprietario.
Da qualche parte il cellulare squilla.

Altro tempo dovrà ancora passare perché un pesce abbocchi. Non c'è fretta, il pescatore aspetta e continua a spostare la sua puntata, a percorrere la sua ragnatela.
Altri plichi con lo stesso segreto sono in giro da molto tempo, qualcuno ha decifrato la "regina del buio" e ora si "gode" la sua ricchezza, la sua schiavitù, la sua oscurità.

Uomini che stanno perdendo una fortuna o uomini che stanno guadagnando, senza consapevolezza, la loro libertà?

(liberamente tratto da un sogno del 1/7)

venerdì 14 luglio 2006

Amare e lasciar liberi

Mi capita di vedere genitori che con tecniche raffinate, il più delle volte inconsapevoli, manipolano e orientano la vita dei propri figli, riuscendo spesso ad ottenere quello che vogliono: il diploma al liceo, un successo nello sport, il matrimonio in chiesa, l'adesione alla propria parte politica, la scelta degli amici...

Si capisce, nel compito di educare si cerca di trasmettere dei valori e si desidera che coincidano con i propri, perchè si è convinti della validità delle proprie scelte.
Ma se fra questi valori c'è la "libertà".... Educare i figli alla libertà , non dà alcuna garanzia sul fatto che da adulti faranno le tue stesse scelte.
E' un rischio che si deve correre, se si è convinti che la libertà è un valore.
Per esperienza personale, devo dire che brucia un po' quando si deve prendere atto di stili di vita diversi.
Amare e lasciar liberi.

E' più facile volerlo per se stessi che per gli altri.

Alla ricerca di modelli che confortino questa scelta ne trovo uno che supera tutti gli altri: è Dio stesso.
Fra quel poco che intuisco di Lui c'è che ha creato l'uomo e la donna liberi, così liberi da poter scegliere se Riconoscerlo o Non-Riconoscerlo.
E non scende dal cielo per recriminare il suo ruolo.

Dicono che continui ad amare ogni sua creatura, comunque, a prescindere.

giovedì 29 settembre 2005

Algida

Algida
Sillabazione/Fonetica : [àl-gi-da]
Etimologia: Dal lat. algi°du(m), deriv. di algìre 'avere freddo, essere freddo.

Definizione:
agg. 1 (lett.) freddo, gelato 2 (med.) si dice di stato patologico che comporta forte abbassamento della temperatura superficiale (p. e. nel colera, nel tifo).


Una donna algida si avvicina, è bella con i capelli fluenti, è giovane con la pelle incredibilmente liscia.
Sta seduta in una posizione di tre quarti rispetto a me, le sue braccia sono vicine alle mie.

Improvvisamente un gesto; compaiono fra le sue mani un paio di manette e con un rapido movimento le fa scattare sui miei polsi.
...Ha provato a farle scattare sui miei polsi, qualcosa non ha funzionato, le catene sono rimaste in mano sua, il suo gioco è stato scoperto ed io sono ancora libero.