Oggi mio suocero ha compiuto novantadue anni. Se lo scrivo in lettere fa più effetto: 92 anni.
Ci ha recitato una poesia imparata in prima elementare, ed io, che non me ne ricordo neanche una, ho provato un po' di invidia.
Difficile decidere se è più banale o retorica; probabilmente è anche distorta perchè una rima fa cilecca, comunque mi ha fatto pensare a come è cambiato da allora il concetto di scuola.
Io l'ho trovata divertente declamata con una forte cantilena genovese.
Dolce scuola senza noia
passa l'ora in un balen.
Mi diverto con gran gioia
la maestra mi vuol ben.
I compagni mi sono cari,
sia che segga al tavolin
o che corra a saltellare
tra le piante del giardin.
Appunti sparsi per documentare come si cambia; non perchè il tempo che passa ci invecchia, ma perchè ognuno può assecondare un profondo e intimo movimento interno. Cambiare è svelare progressivamente se stessi, essere consapevole delle proprie passioni, illuminare le relazioni con le persone che si amano.
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domenica 10 febbraio 2008
domenica 13 novembre 2005
Quinta TA

33 Anni sono passati! Ho rivisto un gruppo di compagni di classe del triennio all'ITI Galileo Galilei, sezione Telecomunicazioni.
Sono uscito di casa emozionato come un ragazzino; mentre mangiavamo, i nostri sguardi scorrevano ora sull'uno ora sull'altro alla riscoperta, in quei volti da cinquantenni, delle vecchie sembianze.
Che tenerezza! Lentamente fra le rughe riaffioravano le stesse mimiche, gli stessi intercalari, si azzeravano carriere e titoli e prendevano spazio le vecchie gerarchie interne alla classe.
I ricordi di uno si intrecciavano confusamente con quelli degli altri ricomponendo un disordinato e folkloristico mosaico fatto di affetti, scherzi, complicità, riconoscenza, nostalgia.
Pubblicato da
Vincenzo Trichini
alle
19:27
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