Nello scombussolamento di orari e abitudini, durante questo viaggio, ho un po' perso il contatto con i miei sogni.
Ne sentivo la mancanza.
(Sogno 25/11 )
A passo sostenuto affronto la mattonata in salita, ma un gruppo di ragazzi vengono su più svelti di quanto riesca a fare io.
Sento le loro voci alle mie spalle e stanno per superarmi.
Accelero ancora il passo perchè voglio stare davanti fino al termine della strada, ma guardo avanti e mi rendo conto che manca ancora un tratto lungo e impegnativo.
Intanto ho già il fiato corto e le gambe rigide, sto per fermarmi.
Quando finirò di considerare la mia vita una eterna competizione? Mi sembra che in questo sogno ci siano tutte le mie insicurezze relative al futuro, al lavoro, alla pensione ancora lontana, alla continua necessità di aggiornarsi per essere all'altezza.
E però la salita si può affrontare ad un ritmo sostenibile; e anche se non si è in montagna a respirare aria pura e contemplare paesaggi incantevoli, rimanendo nella metafora, anche se si tratta della mattonata, di una creuza genovese, si può girare lo sguardo verso uno scorcio di tetti, verso il muro di cinta di un giardino, ascoltare i rumori di una televisione che provengono da una finestra aperta o soffermarsi sui i panni colorati che pendono da un balconcino, mossi dal vento che li attorciglia.
Voglio dire esiste un presente da vivere fino in fondo, prima di sentirsi "sorpassati".
Appunti sparsi per documentare come si cambia; non perchè il tempo che passa ci invecchia, ma perchè ognuno può assecondare un profondo e intimo movimento interno. Cambiare è svelare progressivamente se stessi, essere consapevole delle proprie passioni, illuminare le relazioni con le persone che si amano.
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sabato 25 novembre 2006
mercoledì 1 novembre 2006
Pronti, al posto, via
Pronti al posto via!
E' la classica formula che avvia ogni competizione sportiva.
Da ragazzo ho partecipato a gare su strada, con grande soddisfazione ma scarsissimi risultati.
In allenamento andava anche bene, viaggiavo insieme al resto della squadra e sembravo in grado di reggere il ritmo.
In gara mi tremavano le gambe in modo plateale e quando mi riprendevo ero già in fondo al gruppo sgranato.
La gara più lunga che ho disputato è stata una corsa in salita da Imperia al monte Faudo.
La ricordo per vari motivi tra cui appunto per via del momento fatidico della partenza.
I concorrenti erano ammucchiati in varie file dietro la striscia bianca tenuta tesa da due giudici.
C'erano altleti di tutte le età, dai ragazzi agli oltre sessantenni. Davanti allineati più ordinatamente quelli che gareggiavano per la vittoria, più indietro gli amatori.
E' il momento: "Pronti al posto via!".
In un angolo, contro un cancello, a fare la pipì, un po' imbarazzato.
Mi risistemo quello che c'è da sistemare e scatto anch'io; il gruppo è già tutto sfilato lontano almeno cinquanta metri.
La strada da percorrere era lunga, diciotto chilometri; quella volta feci in tempo a recuperare qualche posizione e arrivai 103esimo su oltre duecento partecipanti.
E' la classica formula che avvia ogni competizione sportiva.
Da ragazzo ho partecipato a gare su strada, con grande soddisfazione ma scarsissimi risultati.
In allenamento andava anche bene, viaggiavo insieme al resto della squadra e sembravo in grado di reggere il ritmo.
In gara mi tremavano le gambe in modo plateale e quando mi riprendevo ero già in fondo al gruppo sgranato.

La gara più lunga che ho disputato è stata una corsa in salita da Imperia al monte Faudo.
La ricordo per vari motivi tra cui appunto per via del momento fatidico della partenza.
I concorrenti erano ammucchiati in varie file dietro la striscia bianca tenuta tesa da due giudici.
C'erano altleti di tutte le età, dai ragazzi agli oltre sessantenni. Davanti allineati più ordinatamente quelli che gareggiavano per la vittoria, più indietro gli amatori.
E' il momento: "Pronti al posto via!".
Ed io dove sono?
In un angolo, contro un cancello, a fare la pipì, un po' imbarazzato.
Mi risistemo quello che c'è da sistemare e scatto anch'io; il gruppo è già tutto sfilato lontano almeno cinquanta metri.
La strada da percorrere era lunga, diciotto chilometri; quella volta feci in tempo a recuperare qualche posizione e arrivai 103esimo su oltre duecento partecipanti.
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Vincenzo Trichini
alle
19:49
Sogni e ancora sogni
(Sogno 27/10)
"Arrivano gli americani", vestiamoci con i migliori vestiti che abbiamo!
Siamo euforici; mi verso manciate di farina sulla testa, così sembra un campo da seminare.
Le farfalle svolazzano sopra i tetti ma il gatto mi sta proprio tra i piedi. Uh, guarda passa Maradona in motorino e l' architetto sembra un medico anche se spiega come funziona un computer.
Gli americani, almeno da noi, hanno portato la libertà dove prima c' era la repressione; ma qui c'è un'euforia eccessiva e anche un po' tonta. La storia ha dimostrato poi che gli americani non sono sempre i "buoni", anzi!
I ruoli sono confusi e c'è aria di guai se l'architetto, il dottore e l'ingegnere non svolgono le funzioni di loro competenza...mi viene da dire: lucidità! Mantenere le posizioni!
(Sogno 28/10)
Delgo, ritorna a farmi visita nel mio ufficio. Lo porto a spasso, gli spiego tutti i progetti che abbiamo realizzato. Vorrei che fosse un incontro amichevole, ma ci viene posto ad entrambi un indovinello che di fatto ci mette in competizione.
...mi riconosco; è proprio così, se la competizione è troppo evidente entro in ansia. La soluzione non è rinunciare alla competizione, è inutile camuffare a se stessi che un'aria perennemente amichevole possa aggirare il problema.
(Sogno 31/10)
Al buio scendo la scalinata; devo stare molto attento basterebbe un passo falso per rotolare fino in fondo, inoltre la luce che filtra dal fondo del corridoio invece di aiutarmi mi abbaglia.
Comunque sia arrivo in fondo ed esco. Sembra che debba proseguire il mio percorso con una bicicletta, una minuscola bicicletta, così bassa che la borsa che porto con me si trascina per terra; la dovrò affidare a qualcuno. Comunque ora sono di nuovo a piedi e affronto un percorso accidentato lungo un sentiero che domina un selvaggio paesaggio marino; ci sono tronchi da scavalcare, fango in abbondanza, radici a cui aggrapparsi, rocce da superare, bisogna darsi una mano, aiutarsi a vicenda a tirasi su.
...il proprio percorso non finisce mai e cambiano pure i mezzi con i quali si affrontano le varie tappe...
"Arrivano gli americani", vestiamoci con i migliori vestiti che abbiamo!
Siamo euforici; mi verso manciate di farina sulla testa, così sembra un campo da seminare.
Le farfalle svolazzano sopra i tetti ma il gatto mi sta proprio tra i piedi. Uh, guarda passa Maradona in motorino e l' architetto sembra un medico anche se spiega come funziona un computer.

Gli americani, almeno da noi, hanno portato la libertà dove prima c' era la repressione; ma qui c'è un'euforia eccessiva e anche un po' tonta. La storia ha dimostrato poi che gli americani non sono sempre i "buoni", anzi!
I ruoli sono confusi e c'è aria di guai se l'architetto, il dottore e l'ingegnere non svolgono le funzioni di loro competenza...mi viene da dire: lucidità! Mantenere le posizioni!
(Sogno 28/10)
Delgo, ritorna a farmi visita nel mio ufficio. Lo porto a spasso, gli spiego tutti i progetti che abbiamo realizzato. Vorrei che fosse un incontro amichevole, ma ci viene posto ad entrambi un indovinello che di fatto ci mette in competizione.
...mi riconosco; è proprio così, se la competizione è troppo evidente entro in ansia. La soluzione non è rinunciare alla competizione, è inutile camuffare a se stessi che un'aria perennemente amichevole possa aggirare il problema.
(Sogno 31/10)
Al buio scendo la scalinata; devo stare molto attento basterebbe un passo falso per rotolare fino in fondo, inoltre la luce che filtra dal fondo del corridoio invece di aiutarmi mi abbaglia.Comunque sia arrivo in fondo ed esco. Sembra che debba proseguire il mio percorso con una bicicletta, una minuscola bicicletta, così bassa che la borsa che porto con me si trascina per terra; la dovrò affidare a qualcuno. Comunque ora sono di nuovo a piedi e affronto un percorso accidentato lungo un sentiero che domina un selvaggio paesaggio marino; ci sono tronchi da scavalcare, fango in abbondanza, radici a cui aggrapparsi, rocce da superare, bisogna darsi una mano, aiutarsi a vicenda a tirasi su.
...il proprio percorso non finisce mai e cambiano pure i mezzi con i quali si affrontano le varie tappe...
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Vincenzo Trichini
alle
18:44
sabato 29 ottobre 2005
Gara di nuoto
Gara di nuoto ad eliminazione.
Pronti a buttarsi in acqua, ci sono anch'io!
L'acqua è fredda.
Non ho l'asciugamano.
Veramente non ho neppure il costume.
Io quasi quasi non mi butto.
(sogno 13/10)
Pronti a buttarsi in acqua, ci sono anch'io!
L'acqua è fredda.
Non ho l'asciugamano.
Veramente non ho neppure il costume.
Io quasi quasi non mi butto.
(sogno 13/10)
Pubblicato da
Vincenzo Trichini
alle
12:34
mercoledì 29 giugno 2005
Quando...
La mamma l’ho perduta e poi l’ho ritrovata.
Il papà l’ho trovato e non l’ho più perduto.
Quando ero piccolo vivevo in simbiosi con la mamma, mi nutrivo del suo amore esclusivo che contraccambiavo totalmente.
Quando ero adolescente vivevo con profondo disagio il contatto con il mondo che si affollava intorno a me: l’altro sesso, i coetanei, la socialità, alieni di cui aver paura.
Quando ho trovato un ideale così grande da superare il cielo e così totalizzante da cancellare ogni altro interesse, mi illudevo di essere finalmente autonomo. Non mi rendevo conto che stavo sostituendo alla mamma una MAMMA; un simulacro che richiedeva e pretendeva la stessa devozione e lo steso attaccamento e alla quale ero disposto a sacrificare tutto. La voglia di emergere e di primeggiare, diventava regola quotidiana e ordine imperativo interno, in una assurda salita senza fine.
Quando poi il crollo è arrivato….mi sono arroccato in angolo del mio letto, una prigione!
Quando l'ora della consapevolezza è cominciata, le mie debolezze sono diventate la mia forza.
Quelle che credevo le mie forze sono diventate le mie debolezze.
Il papà è comparso nella mia vita, per assurdo, proprio quando fisicamente e intellettualmente, cominciava ad assentarsi e a morire. Era un papà così piccolo da poter essere contenuto, nel palmo della mia mano, in un sogno. Ma pur così piccolo, come un seme in un terreno adatto, è cresciuto. L’ho trovato e non l’ho più perduto.
La mamma finalmente, poteva ritornare, posso permettermi di pensare a lei con tenerezza e accoccolarmi come ogni figlio che ha bisogno di conforto e non teme il suo abbraccio.
Papà e mamma sono con me, sono parte di me.
Il papà l’ho trovato e non l’ho più perduto.
Quando ero piccolo vivevo in simbiosi con la mamma, mi nutrivo del suo amore esclusivo che contraccambiavo totalmente.
Quando ero adolescente vivevo con profondo disagio il contatto con il mondo che si affollava intorno a me: l’altro sesso, i coetanei, la socialità, alieni di cui aver paura.
Quando ho trovato un ideale così grande da superare il cielo e così totalizzante da cancellare ogni altro interesse, mi illudevo di essere finalmente autonomo. Non mi rendevo conto che stavo sostituendo alla mamma una MAMMA; un simulacro che richiedeva e pretendeva la stessa devozione e lo steso attaccamento e alla quale ero disposto a sacrificare tutto. La voglia di emergere e di primeggiare, diventava regola quotidiana e ordine imperativo interno, in una assurda salita senza fine.
Quando poi il crollo è arrivato….mi sono arroccato in angolo del mio letto, una prigione!
Quando l'ora della consapevolezza è cominciata, le mie debolezze sono diventate la mia forza.
Quelle che credevo le mie forze sono diventate le mie debolezze.
Il papà è comparso nella mia vita, per assurdo, proprio quando fisicamente e intellettualmente, cominciava ad assentarsi e a morire. Era un papà così piccolo da poter essere contenuto, nel palmo della mia mano, in un sogno. Ma pur così piccolo, come un seme in un terreno adatto, è cresciuto. L’ho trovato e non l’ho più perduto.
La mamma finalmente, poteva ritornare, posso permettermi di pensare a lei con tenerezza e accoccolarmi come ogni figlio che ha bisogno di conforto e non teme il suo abbraccio.
Papà e mamma sono con me, sono parte di me.
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Vincenzo Trichini
alle
14:12
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