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mercoledì 25 maggio 2011

quando facevamo le cose male ma ce le godevamo

Tratto da Messaggio per un'aquila che si crede un pollo" di Antony De Mello.

..in una piccola città, alla sera la gente si riuniva per suonare. C'erano un sassofonista, un batterista e un violinista, per lo più persone anziane. Si trovavano per farsi compagnia e per la pura gioia di fare musica, pur non essendo particolarmente bravi. E dunque si godevano la reciproca compagnia, divertendosi parecchio, finchè un giorno decisero di scegliere un nuovo direttore che aveva grandi ambizioni e capacità di stimolo.
Il nuovo direttore disse: "Ehi ragazzi, dobbiamo tenere un concerto:dobbiamo preparare un concerto per la città". Poi gradualmente cominciò a mandare via alcuni che non suonavano troppo bene, fece entrare nella banda alcuni musicisti di professione, mise su un'orchestra e il loro nome cominciò a comparire sui giornali. Splendido no?....
Ma alcuni dei più anziani avevano le lacrime agli occhi e dicevano: "Era così bello, ai vecchi tempi, quando facevamo le cose male ma ce le godevamo".

A parte che mi sono rimesso a suonare e anch'io sono anziano,  non particolarmente bravo e quindi questo insegnamento lo sento mio perchè l'unico motivo per aver ripreso a suonare è per godermi il piacere di fare musica, a parte tutto questo, il concetto si può applicare anche ad altre situazioni......inclusa la religione!

Dice ancora l'amico Antony:

..non è egoismo. Quel che è egoista è pretendere che qualcun altro viva la propria vita come voi ritenete opportuno. Questo sì che è egoismo. Non è da egoisti vivere la propria vita come si ritiene opportuno.

lunedì 8 ottobre 2007

Se non fossi un informatico

Cammino per strada, il tragitto è quello casa-ufficio che percorro quattro volte al giorno (automobile messa all'indice).

Spesso il pensiero è in continuità con le problematiche del lavoro: una decisione sofferta da prendere, un progetto che non decolla, la risposta da inviare al collega...
Questa volta c'è lo spazio per un gioco.
Se non fossi un informatico, cosa vorrei essere? Se, come mi raccontavano i miei genitori, dall'età di quattro anni, non avessi sempre risposto di voler diventare un ingegnere (sarà poi vero?), Cosa mi sarebbe piaciuto diventare?

  • Un musicista di strumenti a fiato (ma non di musica classica, il pop progressivo è la mia bandiera).
  • Un falegname, anzi un ebanista (e qui siamo sulle orme del papà).
  • Uno scrittore (forse i miei blog sono un timido approccio).
  • Un insegnante (come mi piace spiegare agli altri quello che ho capito!)
  • Un pensatore (veramente volevo scrivere un mistico ma chissa se si capisce).