martedì 15 dicembre 2009

Presepe da viaggio

Quest'anno il mio presepe è in formato "da viaggio", nel senso che è stato allestito dentro una valigia.















Naturalmente è una valigia da immigrante anni 50'.
Quelle che usavano i siciliani quando arrivavano al nord alla ricerca di un lavoro dignitoso.
















Ma avendo appurato che il più illustre migrante è proprio Gesù Bambino, penso che l'adattamento sia adeguato.
















Il mio augurio di Natale a chi passa di qui:
scacciate via quelle immagini di festività vuota, banale e volgare che ci offe la televisione e la pubblicità, non è il Natale è il Mortale.
La festa del Natale ha un solo intestatario: Gesù.

domenica 13 dicembre 2009

ciclo di vita della famiglia

Ieri abbiamo invitato all' Itinerario di formazione per il matrimonio, la dott.ssa Lucia Corsiglia.
Psicologa impegnata, fra l'altro, in attività di consulenza nell'ambito familiare.
Abbiamo ascoltato la sua presentazione sul ciclo di vita della famiglia, cioè l'identificazione dei momenti critici nel percorso di una coppia (Carter e Mc-Goldrick).
1. Da idealizzazione al progetto: fase di formazione, antecedente alla formazione della famiglia 2. Formazione della famiglia: coppia appena sposata 3. Stadio con bambini piccoli (in particolare nascita del primo figlio) 4. Figli adolescenti 5. Distacco dei figli 6.Pensionamento e vecchiaia

Ognuna di queste fasi comporta dei cambiamenti che - in dipendenza al modello di coppia e a quello genitoriale, possono nascondere delle insidie ed essere nodi di crisi, di rottura...ma anche opportunità di crescita e maturazione.

Secondo un modello transazionale i modelli di coppia potrebbero essere - a grandi linee -
IO-TU (genitore dominante e genitore svalutato)
TU-T
U (genitori poco autorevoli) IO-IO (genitori rigidi) Modello NOI (genitori autorevoli)

Come affrontare la sfida, il lavoro necessario per amarsi per sempre?
Io riassumo tre parole chiave che ho colto.
MEMORIA: cioè non perdere mai di vista il momento iniziale, quel periodo magico che ci ha fatto scegliere lei/lui. Ricordarlo a se stessi, raccontarlo ai figli, celebrarlo. E' un punto di riferimento per i momenti difficili.
CONSAPEVOLEZZA: stare insieme è un cammino e, come si fa quando si va in montagna, occorre conoscere quali potrebbero essere i punti critici, è necessario attrezzarsi in anticipo, conoscere le insidie.
COMUNICARE: concretamente significa allenarsi ogni giorno parlando di sé e di noi. Una comunicazione che non si limiti ai fatti ma alla condivisione dell'esperienza: come sto? cosa sento? Quale sensazione provi? [pensare alla differenza fra dire: "Tu mi trascuri" o "Mi sento trascurato"]

Val Maira immagini

Certo, aver incontrato quattro giorni di sole pieno è stata una botta di fortuna.


Val Maira: parlano le immagini

Trovare un alloggio in alta Val Maira nella settimana appena passata è stata un'impresa.
Tutto chiuso, a parte la locanda di Chialvetta dove abbiamo trascorso qualche giorno di vero riposo.
Numero delle persone incontrate durante le nostre gite a base di scarponcini e ciaspole nei sentieri in attesa di neve abbondante: zero!
E' vero che il bello di questa valle è che, essendo fuori dai circuiti turistici permette un contatto vero ed autentico con la natura, ma un minimo di organizzazione in più non guasterebbe...

In compenso le immagini parlano da sè. Qui sotto una sequenza di PratoRotondo.
Sembrava di essere davanti a dipinto a china e quando, faticosamente, un raggio di sole, alle due del pomeriggio, ha fatto capolino sulle prime case, il paesaggio ha preso nuove sfumature.

lunedì 30 novembre 2009

Ma ieri pioveva o c'era il sole?

Dicono che ieri sulla Liguria e su Genova ci fosse una giornata di vento e di pioggia intensa e incessante.
Anche se, pensandoci bene, forse, quei chicchi bianchi ai bordi della strada di Torrazza, erano grandine e non sale.
E forse, il motivo per cui i sedili della mia Zafira, stamattina sembravano essere impregnati di umidità come il bucato appena uscito dalla centrifuga, deve aver a che fare con qualcosa legato alla meteorologia di ieri...
Strano! Per me c'era il sole.
Certamente non perché era il mio compleanno, ma piuttosto perché, a sorpresa, c'erano a festeggiarlo tutte tre i figli.
Il che vuol dire che è arrivata Marianna da Barcellona.
Naturalmente ho fatto la figura del tonto perché tutti sapevano del suo arrivo, anche gli amici, e io non mi sono accorto di niente, anche se erano state lasciate molte tracce. Così Sabato sera, due ore dopo aver rimproverato Benedetto che prendeva la mia macchina senza volermi dire dove sarebbe andato e nonostante una mezza gaffe di Dario che telefonava da Barcellona, mi sono ritrovato, con la mascella spalancata dalla sorpresa e con lo sguardo fisso tipico di chi non riesce a mettere in moto i neuroni, a fissare la porta d'ingresso dove Marianna si era materializzata.

Dall'espressione intelligente mentre soffio sulla torta (buonissima...al pistacchio!) si capisce che ero felice come un bambino.
(anni 56)

lunedì 23 novembre 2009

Gli uomini grigi sono fra noi

Attenzione gli Uomini Grigi sono fra noi come nel libro Momo.

Il ministro per l'Attuazione del programma di governo Gianfranco Rotondi è uno di loro.
"La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l'armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l'Italia...le ore più produttive sono proprio quelle in cui ci si accinge a pranzare".


La pausa pranzo fa bene perchè rigenera le energie mentali e fisiche.
La pausa pranzo fa bene perchè l'uomo non è un limone da spremere.
La pausa pranzo fa bene perchè la produttività non è un Idolo.
La pausa pranzo non blocca l'Italia ma favorisce i rapporti sociali.
La pausa pranzo fa bene perchè permette di fare una passeggiata.
La pausa pranzo combatte l'ansia.
La pausa pranzo fa guadagnare Tempo.
La pausa pranzo è il riposo del Giusto.
La pausa pranzo è il respiro della giornata feriale.
Viva la pausa pranzo.

domenica 22 novembre 2009

Quale pazienza

L'autoambulanza per le emergenze coronariche è ferma davanti al portone.
La strada è stretta ma nonostante il sistematico parcheggio selvaggio è riuscita ad entrare e a fare inversione di marcia, pronta a trasportare al pronto soccorso il paziente.
Un'automobile è in coda con il motore spento, l'autista aspetta pazientemente di poter proseguire per raggiungere il posto di lavoro.
La signora esce dal portone fasciata dal suo tailleur, le chiavi della macchina tintinnano nelle mani, il passo è spedito. Si immobilizza alla vista del mezzo di soccorso che blocca temporaneamente la stradina.
" E sì" incalza a voce squillante in modo che nessuno dei passanti possa avere incertezze sul suo pensiero, "Si capisce. E' la terza volta volta in un mese che siamo bloccati per la stessa persona... Noi la pazienza ce l'abbiamo" aggiunge serrando ancora di più le labbra e irrigidendo i muscoli facciali, "capiamo tutto, ma anche noi abbiamo il diritto di poter andare a lavorare; l'ultima volta ho dovuto aspettare mezz'ora". Si, penso dentro me, il poverino ha avuto la cattiva idea di sopravvivere all'ennesimo infarto.
Un gelo scende lungo la schiena,viene voglia di rannicchiarsi per recuperare un po' di calore, ma non è colpa del vento caldo e umido che proviene dal mare.

venerdì 6 novembre 2009

Simbolo utile agli uomini

Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l'immagine della rivoluzione cristiana che ha sparso per il mondo l'idea dell'uguaglianza tra gli uomini fino allora assente". A scrivere queste parole, il 22 marzo 1988, era Natalia Ginzsburg sulle pagine de "L'Unità" il quotidiano fondato da Antonio Gramsci, allora organo del Partito Comunista Italiano.

giovedì 5 novembre 2009

La sorgente del tempo

Ieri sera ho riletto un capitolo del libro Momo di Michael Ende.
Gli uomini grigi convincono la gente a risparmiare tempo sottraendolo a tutti quei momenti che vengono dedicati agli altri. In realtà il tempo risparmiato viene misteriosamente rubato.

Ho chiuso il libro ed ho inevitabilmente ammesso che anch'io mi lascio rubare il tempo dalla fretta e dall'ansia di dover fare bene ogni cosa.
Stasera c'è stata l'occasione per un minimo di riscatto, alla ricerca di un silenzio fatto non solo di assenza di parole ma soprattutto di consapevolezza interiore.

Un po' seduto in una panca, un po' inginocchiato, un po' con le mani giunte e la testa china, un po' con la fronte alta rivolta verso un punto davanti a me dove un pezzo di pane bianco di forma rotonda, protetto da una piccola teca e illuminato dalle luci, si lasciava adorare come sacramento e mistero.
Mi sono tornati in mente gli uomini grigi e la loro capacità di sottrarre il tempo ed ho pensato che in quel momento stavo facendo esattamente il contrario.
Quello stare in silenzio agiva come una sorgente viva dove, in qualche modo, il tempo zampillava e scarturiva nuovo.