Ho composto questa canzone nel 1975.
A darmi lo spunto fu la lettura del diario di una ragazzina nata in Francia lo scorso secolo e morta giovanissima.
Si chiamava Teresa e viveva a Lisieux.
Era una ragazza tanto fragile quanto risoluta. Nonostante il parere contrario e il buonsenso comune, riuscì a ottenere quello che voleva.
La storia ha dimostrato che quel pulcino era veramente un'aquila.
Ho trasposto in digitale questa registrazione eseguita nel 1979 in casa, suonata con una chitarra la cui qualità è paragonabile ad una cassetta di albicocche e la pubblico così comè, incluse stonature.
A qualcuno dei miei amici di allora farà piacere.
Le immagini, invece, le ho aggiunte ieri: un po' sono foto mie, altre scaricate dalla rete.
Appunti sparsi per documentare come si cambia; non perchè il tempo che passa ci invecchia, ma perchè ognuno può assecondare un profondo e intimo movimento interno. Cambiare è svelare progressivamente se stessi, essere consapevole delle proprie passioni, illuminare le relazioni con le persone che si amano.
lunedì 5 aprile 2010
mercoledì 31 marzo 2010
Mondo Nuovo
Non sono molte le immagini del complesso "Mondo Nuovo" in concerto...nel 1977.Questa foto si riferisce a una festa popolare di quartiere.
Da sinistra io al flauto, Guido alle tastiere, Michele alla batteria, Marioalla chitarra e Fabio al basso.
Le musiche originali tra folk intimistico e rock progressivo.
Capitombolo
Lo scalino di pietra è alto ed è ancora umido per le pioggi recenti, le scarpe non sono quelle giuste per muoversi in campagna e opla! Un volo all'indietro con atterraggio della schiena sulla roccia.
Giusto il tempo per capire che mi sarei fatto male.
In realtà poteva an
dare peggio. Niente di rotto, il colpo principale è avvenuto sul mollo della zona lombo-sacrale.
Comunque questo è il terzo giorno che sono a casa per l'infortunio.
La fine è stata ingloriosa perchè mi stavo preparando a salire sul tetto (ma niente di pericoloso) per riparare una perdita di impermeabilizzazione, invece sono caduto a 50 cm da terra.
La classe non è acqua, si dice.
Giusto il tempo per capire che mi sarei fatto male.
In realtà poteva an
dare peggio. Niente di rotto, il colpo principale è avvenuto sul mollo della zona lombo-sacrale.Comunque questo è il terzo giorno che sono a casa per l'infortunio.
La fine è stata ingloriosa perchè mi stavo preparando a salire sul tetto (ma niente di pericoloso) per riparare una perdita di impermeabilizzazione, invece sono caduto a 50 cm da terra.
La classe non è acqua, si dice.
martedì 23 marzo 2010
lunedì 15 marzo 2010
Un "Angelo" visto da vicino
No, non sto parlando di un Angelo con le ali bianche.
Angelo è il suo nome e il fatto di averlo incontrato e aver parlato con lui è qualcosa che si discosta così fortemente dall'immagine che ne danno i massmedia, che vale proprio la pena di segnalarlo.
Sto parlando del Card. Angelo Bagnasco, presidente della CEI ma soprattutto Arcivescovo della Diocesi di Genova.
In questa sua funzione ha visitato le parrocchie e i gruppi della zona di Sampierdarena.
In una settimana ho avuto modo di ascoltarlo tre volte, e nell'ultima anche di poter parlare con lui.
Dietro quella figura magra e un po' ieratica c'è una persona dallo sguardo molto dolce, paterno nel senso giusto della parola.
Ho trovato in lui un uomo con una grande capacità di ascolto; in grado di memorizzare lunghi discorsi e cogliere anche le sfumature di quello che gli viene comunicato.
Il suo modo di ragionare è pacato, lucido, razionale e arriva sempre a destinazione.
Ma quello che mi ha colpito di più sono i suoi incoraggiamenti che definirei convincenti.
Quello che gli sta più a cuore per il prossimo futuro? L'educazione dei ragazzi affiancando l'opera dei genitori.
Angelo è il suo nome e il fatto di averlo incontrato e aver parlato con lui è qualcosa che si discosta così fortemente dall'immagine che ne danno i massmedia, che vale proprio la pena di segnalarlo.
Sto parlando del Card. Angelo Bagnasco, presidente della CEI ma soprattutto Arcivescovo della Diocesi di Genova.
In questa sua funzione ha visitato le parrocchie e i gruppi della zona di Sampierdarena.
In una settimana ho avuto modo di ascoltarlo tre volte, e nell'ultima anche di poter parlare con lui.
Dietro quella figura magra e un po' ieratica c'è una persona dallo sguardo molto dolce, paterno nel senso giusto della parola.
Ho trovato in lui un uomo con una grande capacità di ascolto; in grado di memorizzare lunghi discorsi e cogliere anche le sfumature di quello che gli viene comunicato.
Il suo modo di ragionare è pacato, lucido, razionale e arriva sempre a destinazione.
Ma quello che mi ha colpito di più sono i suoi incoraggiamenti che definirei convincenti.
Quello che gli sta più a cuore per il prossimo futuro? L'educazione dei ragazzi affiancando l'opera dei genitori.
Pubblicato da
Vincenzo Trichini
alle
19:35
sabato 20 febbraio 2010
Amburgo quota 75
Come in tutte le trasferte di lavoro c'è poco tempo da rubare per il turismo.
Amburgo era gelata ed è stato impossibile dedicarmi alle rilassanti lunghe passeggiate notturne lungo i canali del fiume Elba.
Ma rinunciando al disgustoso lunch della mensa ho trovato il tempo di salire in cima al campanile della Chiesa di St. Nicholas. L'unica cosa rimasta in piedi nei dintorni dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Le foto non rendono bene l'idea del panorama e soprattutto non si capisce che ho rischiato il congelamento delle dita per scattarle. Per non parlare del mio collega che ha fatto un doloroso scivolone in una lastra di ghiaccio, quota 75 mt.
In lontananza sul bellissimo lago Alster, al centro della città, dietro la Rathaus, si intravvedono dei puntini neri. Sono centinaia di persone che ci scorazzano sopra.
Spettacolo!


Amburgo era gelata ed è stato impossibile dedicarmi alle rilassanti lunghe passeggiate notturne lungo i canali del fiume Elba.
Ma rinunciando al disgustoso lunch della mensa ho trovato il tempo di salire in cima al campanile della Chiesa di St. Nicholas. L'unica cosa rimasta in piedi nei dintorni dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Le foto non rendono bene l'idea del panorama e soprattutto non si capisce che ho rischiato il congelamento delle dita per scattarle. Per non parlare del mio collega che ha fatto un doloroso scivolone in una lastra di ghiaccio, quota 75 mt.
In lontananza sul bellissimo lago Alster, al centro della città, dietro la Rathaus, si intravvedono dei puntini neri. Sono centinaia di persone che ci scorazzano sopra.
Spettacolo!



mercoledì 10 febbraio 2010
La vita che volevo
Tratto da "la vita che volevo" di Lorenzo Licalzi.
Pag.181 citazione di Somerset Maugham nel "Filo del rasoio".
Mentre ci siamo metto giù qualche commento personale su questo libro.
Raccontare storie che riguardano il destino, il caso e le vite che avremmo potuto vivere se avessimo fatto scelte diverse, inevitabilmente tira in ballo l'esistenza Dio e, come altrettanto inevitabilmente succede, ci si perde, vagando dalla negazione di Dio alla accettazione di un Dio che scatena la tempesta iniziale e poi sta immobile a vedere l'effetto che fa, fino al Dio che partecipa alla Storia del tempo, che interviene attivamente.
Mi sembra che tutto conferma che a Dio non si arriva attraverso il puro ragionamento. C'è un punto oltre al quale non puoi andare perchè questo Dio non riesci a inquadrarlo in una cornice completamente coerente.
Chissà perchè qualcuno si ferma al di qua del punto e qualcuno appena oltre. Non certo per bravura o intelligenza, per stupidità o superficialità.
Di fatto ci sono momenti della vita in cui si fanno delle scelte. Anche chi non vuole farle in realtà le fa o le ha fatte.
Personalmente sono almeno quarant'anni che vivo "come se Dio esistesse".
Sono contento di questo percorso perchè "uomini e donne non sono solo se stessi, sono anche... il Dio in cui credono", però mi sento profondamente affine a chi è rimasto appena prima di quell'invisibile e labile punto che separa il Credente dal Non-credente.
Nel mio cuore penso che Dio, quello che la mia religione mi ha insegnato a riconoscere come "Dio-Amore" se ne impippi della distinzione fra queste due articificiose categorie.
Pag.181 citazione di Somerset Maugham nel "Filo del rasoio".
"Uomini e donne non sono solo se stessi, sono anche la regione in cui sono nati, la casa dove hanno imparato a camminare, i cibi che mangiavano, le scuole che hanno frequentato, i poeti che leggevano, il Dio in cui credevano. Tutte queste cose li hanno resi ciò che sono, cose che non puoi conoscere per sentito dire: le conosci soltanto se le hai vissute; le conosci solo se sei queste cose".
Mentre ci siamo metto giù qualche commento personale su questo libro.
Raccontare storie che riguardano il destino, il caso e le vite che avremmo potuto vivere se avessimo fatto scelte diverse, inevitabilmente tira in ballo l'esistenza Dio e, come altrettanto inevitabilmente succede, ci si perde, vagando dalla negazione di Dio alla accettazione di un Dio che scatena la tempesta iniziale e poi sta immobile a vedere l'effetto che fa, fino al Dio che partecipa alla Storia del tempo, che interviene attivamente.
Mi sembra che tutto conferma che a Dio non si arriva attraverso il puro ragionamento. C'è un punto oltre al quale non puoi andare perchè questo Dio non riesci a inquadrarlo in una cornice completamente coerente.
Chissà perchè qualcuno si ferma al di qua del punto e qualcuno appena oltre. Non certo per bravura o intelligenza, per stupidità o superficialità.
Di fatto ci sono momenti della vita in cui si fanno delle scelte. Anche chi non vuole farle in realtà le fa o le ha fatte.
Personalmente sono almeno quarant'anni che vivo "come se Dio esistesse".
Sono contento di questo percorso perchè "uomini e donne non sono solo se stessi, sono anche... il Dio in cui credono", però mi sento profondamente affine a chi è rimasto appena prima di quell'invisibile e labile punto che separa il Credente dal Non-credente.
Nel mio cuore penso che Dio, quello che la mia religione mi ha insegnato a riconoscere come "Dio-Amore" se ne impippi della distinzione fra queste due articificiose categorie.
Pubblicato da
Vincenzo Trichini
alle
21:58
L'importanza delle piccole cose
Molte foto contenute nel filmato sono frutto di miei scatti ma altre sono scaricate dalla rete.
giovedì 4 febbraio 2010
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