sabato 4 marzo 2017

Quattro Stagioni?

Sotto un diluvio abbiamo raccolto poche cose alle quali non si poteva rinunciare per utilità o per affetto e abbiamo lasciato alle spalle oggetti, libri, mobili vecchi, forse anche malandati, ma traboccanti di ricordi.
Quello che è stato vissuto rimane, tutto il resto è perso.

A testa bassa, che se alzavi gli occhi ti prendeva il magone e poi quello chi lo ferma più.


Quattro Stagioni? No, Sono trentacinque per quattro: centoquaranta stagioni!

Giusto il tempo necessario per crescerci tre figli, 
scambiare chiacchiere e risate con un numero imprecisato di amici, 
godere della vista del prato e degli alberi in fiore, 
raccogliere fichi, ciliege, mele e susine,
ascoltare i rumori e i suoni della campagna, 
stupirsi dei silenzi, 
gettare uno sguardo alle stelle e alla Madonna che fa la Guardia, 
festeggiare compleanni, 
mangiare all'aperto, 
salire e scendere ripide scale,
partecipare alle processioni di San Bernardo, 
piantare e veder crescere un albero di Natale da uno a cinque metri,
consolare dolori e condividere cose dell'anima.

Si è avvicinato ed è arrivato oggi il tempo del distacco.









Non è una novità.

Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.

(dall'Ecclesiaste)


domenica 12 febbraio 2017

Un numero speciale

Ehi non tutti possono vantare come me un intero numero di FC tutto dedicato  a se stessi.
  

Effetto di una festa speciale per salutare un nuovo capitolo di vita.


sabato 17 dicembre 2016

Questo è il nostro Dio


A volte qualcuno mi chiede: “Ma Lei, padre, parla sempre dei poveri e della misericordia”. 
Sì – dico – ma non è una malattia. 
E’ semplicemente il modo con cui Dio si è rivelato. 
Infatti il Natale ormai alle porte ci ricorda il modo con cui Dio è entrato nel mondo: nasce da Maria Vergine come tutti i bambini, viene avvolto in fasce, preso in braccio, allattato. 
Non solo: lui, la sua mamma e Giuseppe hanno dovuto fare i conti con il fatto che per loro non c’era posto nell’albergo.
E ancora: la buona notizia, l’annuncio della nascita non viene consegnato a re e a principi, ma a pastori, uomini poco o male considerati, peccatori incalliti potremmo dire. 
Questo è il nostro Dio: non il totalmente altro ma l’assolutamente prossimo. Per questo diventare artigiani della carità e costruttori di misericordia è come investire non in borsa, ma in paradiso, nella vita beata del cielo, nell’amore del Padre.
     
         (Papa Francesco, il giorno del suo compleanno )

domenica 4 dicembre 2016

Quando girarsi dall'altra parte è meglio

Finalmente una bella giornata per andare a trovare gli amici di S.Ilario prima di Natale. 

Passiamo davanti al seggio dove oggi, giorno del referendum costituzionale, voterà il sig. Beppe Grillo.
Giornalisti e fotografi sono piazzati davanti all'ingresso con cavalletti e obiettivi già puntati e, veramente senza offesa, mi fanno un po' pena. 
Sono lì ad aspettare, non so da quando, non so per quanto, solo per un inutile quanto banale rituale che si ripete in ogni seggio dove è iscritto un personaggio importante.







Il fatto è che pochi passi dietro loro, c'è una terrazza che si affaccia sul Golfo del Paradiso.
Il sole tra tramontando sul mar Ligure creando sfumature di colori rosati in uno scenario di quotidiana bellezza.

Giuro che è solo per eccesso di timidezza che non sono andato da loro a dirgli:
"Ehi girate i vostri obiettivi dalla parte opposta, lo spettacolo è dietro di voi!"







mercoledì 16 novembre 2016

Dov'era la Super Luna?

In realtà io l'avevo letto in un articolo che ad occhio nudo non sarebbe stato percepibile alcuna variazione nelle dimensioni della tanto annunciata Luna Piena; anzi la Super-Super Luna così vicina al punto del perigeo.
Ma tant'è il fascino di guardare in alto e scattare una foto era proprio irresistibile. 

Sulla terrazza del Pincio due turiste si chiedevano come mai tutte le macchine fotografiche erano puntate in alto verso la luna anziché nella direzione opposta, dove piazza del Popolo e, più in là, il cupolone di piazza san Pietro, sono uno spettacolo grandioso.
Anche in questo caso non ho resistito alla tentazione di intromettermi nei loro discorsi e fornire una diligente spiegazione.

Comunque passeggiare per villa Borghese alla ricerca di un "buon" punto da cui scattare una foto, pur se con un iphone, cioè senza cavalletto, senza speciali impostazioni per la luce notturna, e senza un adeguato zoom ottico, è stato decisamente rilassante e divertente.
Anche perché Lunedì sera il cielo di Roma era semicoperto e velato. La luna, per così dire, era come una diva che si concede con parsimonia ai suoi fan.

dalla terrazza del Pincio verso Piazza del Popolo e Vaticano
la luna piena dalla terrazza del Pincio




la luna piena dalla fontana dei cavalli marini

la luna piena da piazza di Siena


la luna piena dal dal giardino del Lago (due lune)






martedì 4 ottobre 2016

Quasi dietro l'angolo

Quasi dietro l'angolo, se ti tappi le orecchie e ti affidi solo agli altri sensi: la vista, il gusto, l'olfatto e il tatto, ti sembra di essere in Italia e invece sei a Mentone e dintorni.










mercoledì 21 settembre 2016

Il porticciolo di Nervi dal FrecciaBianca

Il FrecciaBianca per Roma si è appena fermato prima della stazione di Nervi. 

Il mio finestrino, carrozza 8-1A, è proprio sul ponte che passa sopra Via Oberdan.

Sotto scorrono macchine e persone. Quella strada la conosco piuttosto bene, anche se ora i negozi non sono più quelli di cinquanta anni fa, quel posto sento che mi "appartiene".

Però lì, proprio sotto il ponte c'è ancora la pasticceria Passalacqua. 
Quando mia mamma doveva andare dal sarto per cui cuciva pantaloni, io facevo spesso i capricci dicendo di non volerla seguire.
Ma avevo uno scopo. Sapevo che per convincermi  mi avrebbe proposto due meringhe acquistate proprio in quel negozio.

Ora il treno riparte. Preparo il cellulare perché fra un attimo vedrò il porticciolo da una prospettiva bellissima, mentre il convoglio sarà ancora a velocità ridotta avrò il tempo per emozionarmi!

video

Perfezione

Essere perfetti significa essere misericordiosi .  Una persona che non è misericordiosa è perfetta? No! Una persona che non è misericordiosa è buona? No! La bontà e la perfezione si radicano nella misericordia.
....L’amore misericordioso è perciò l’unica via da percorrere. Quanto bisogno abbiamo tutti di essere un po’ più misericordiosi, di non sparlare degli altri, di non giudicare, di non “spiumare” gli altri con le critiche, con le invidie, con le gelosie. Dobbiamo perdonare, essere misericordiosi, vivere la nostra vita nell’amore. 

(Papa Francesco Udienza del 21 Settembre 2016)

Quanto tempo ho perso nella mia vita pensando che dovevo essere bravo, invece dovevo "solo" essere misericordioso. 

Per fortuna che si può cambiare!