martedì 27 dicembre 2005

I bravi bambini e la glassa


Ieri sera sul tavolo c'erano gli avanzi di un panettone.
Intorno al piatto si erano sparpagliati pezzettini di glassa e a turno qualcuno della famiglia allungava una mano per accaparrarsi un dolce frammento.
Poi qualcuno più arditamente ha staccato un minuscolo pezzo dallo strato di glassa che ancora ricopriva la cupola del dolce. E naturalmente è stato come un segnale, anche gli altri si sono sentiti sdoganati, così in poco tempo del panettore è rimasta solo la parte inferiore.

E' in quel momento che mi è venuto in mente un episodio.
Facevo la terza elementare e andavo a scuola insieme ad un amichetto vicino di casa.
Le mamme ci davano gli spiccioli per fermarsi nel negozio degli alimentari sottocasa e acquistare un Buondì Motta. Sì, è quello con la glassa, per- l'-appunto.
Io ero un bambino obbediente e seguivo le indicazioni della mamma, che in sintesi erano queste: "Prima si mangia la mollica anche se è meno buona, e poi alla fine la parte più dolce, la più ambita, come un premio finale".
E così regolarmente facevo.
Il mio piccolo compagno invece si buttava direttamente sulla glassa, poi sboccollenceva un po' della briosche e quando era sazio, abbandonava in qualche cassonetto i resti.

Per anni sono andato fiero del mio buonsenso e delle mie regole e, ne ho fatto un insegnamento anche per i miei figli (che in verità non hanno mai dato segno di "digerire" questo tipo di suggerimenti").
Ma, guarda un po', si cambia! Ieri non c'era traccia del bravo bambino.
Viva la glassa!
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