giovedì 5 gennaio 2006

Entropia e Sistema Nervoso delle Mosche

Io frequentavo i corsi di Ingegneria Elettronica e lui quelli di Medicina.
Lo aspettavo ogni giorno e guardavo impaziente dalla finestra quando tardava.
Studiare con lui significava che io stavo alla mia scrivania con i miei appunti di Fisica II e lui su un divano con i suoi di Anatomia. Circa ogni ora si faceva una pausa.
"Sai Bruno" gli raccontavo "il secondo principio della Termodinamica è affascinate; l'Entropia trascina tutto verso il nulla, appiattisce l'universo, e quindi anche noi, in ogni istante; eppure nonostante questa lenta morte, c'è nella natura, la capacità di opporsi: gli atomi che si aggregano, le strutture molecolari, le cellule, la vita, l'evoluzione delle specie, la coscienza; anche se l'Entropia cresce comunque" continuavo in una visionaria descrizione del cosmo "ci è stato dato di sopravvivere al suo destino".
Lui mi rispondeva spiegandomi che aveva appena studiato il sistema nervoso della "mosca" e che era affascinato dai meccanismi che regolano la vita e che la fanno sviluppare.
Ed è strano pensare che ci brillavano gli occhi discorrendo di argomenti apparentemente così aridi.

Fu così che parla oggi e parla domani, comunicando le nostre idee ad altri amici, nacque uno spettacolo fatto di musiche, mimi, immagini, suoni (oggi sarebbe chiamato multimediale - ma allora era il 1974 - questo termine non esisteva) che andò in giro in tanti posti della Liguria.
E sempre tra una pausa e l'alta dello studio nascevano i testi delle canzoni, dei dialoghi delle poesie, si rivedeva il brogliaccio.
Ah dimenticavo di Fisica II il mio voto fu 30/30!

Ci sono voluti oltre trenta anni per rivederci davanti a una pizza, dopo che le nostre strade avevano preso percorsi diversi e saltuariamente ci eravamo sfiorati; e cosa potrebbero avere in comune un laureato in teologia che scrive libri per ragazzi e sviluppa progetti di Editing e un direttore di "Information and Communication Technology"?

Ma io lo sapevo già che sarebbe bastato un niente per riaccendere quel "feeling".
Quando ci si presenta come "...uno che è pieno di dubbi su tutto..." io mi sento a mio agio.
"Anche io ho scoperto il fascino del dubbio" posso rispondere,
"Mi sono preso l'impegno di scoprire chi sono entro i prossimi quarantotto anni!".
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