mercoledì 2 gennaio 2008

Le sirene si prendono la rivincita

E' quello che succede nel libro di Camilleri "Maruzza Musumeci".
Anche se Ulisse non è il furbo navigante dell'Odissea che si fa legare dai suoi marinari per poter ascoltare il canto delle sirene senza lasciarsi travolgere, ma un contadino che abita nelle vicinanze di Vigata e per giunta non è neppure il protagonista del "cunto".

Sì, perchè il vero eroe è Gnazio Manisco. Un uomo buono, profondamente onesto, a suo modo creativo, una vita dura da emigrante nella Merica e il ritorno a Vigata a coltivare un lembo di terra che per tre lati si affaccia sul mare.
Proprio lui che odiava il mare e amava la terra, "pirchì il sciauro della terra cangiava via via che le ore passavano", non si rende conto di innamorarsi di una Sirena, ammaliato da "'na canzuna senza parole" che "diciva quant'era bello quanno dù pirsune si piacino, s'incontrano, si taliano, po' s'incontrano novamenti e si ritaliano e capiscino che sunno fatti per stari 'nzemmula per tutta la vita...".
Nonostante le stranezze che avvengono nelle femmine della sua famiglia, del tutto inconsapevolmente, diventa l'uomo della svolta che, per così dire, traghetta le mitiche Sirene ad un nuovo rapporto con gli uomini, non più da uccidere e divorare, ma esseri da amare, soccorrere, consolare nel momento della morte.
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