giovedì 14 maggio 2009

Indicatori per misurare il sano litigio

Qualcuno si scandalizza se scrivo che in una coppia per andare d'accordo bisogna litigare?
Per essere preciso dovrei dire che bisogna saper litigare.
Ci sono persone che lo sanno fare istintivamente ma altre proprio no:o si tengono tutto dentro e prima o dopo esplodono malamente o trasformano ogni situazione in una nuova occasione di risentimento.
Io non fatico a credere che esista un "sano litigio".
Naturalmente c'è chi queste cose le studia seriamente e può mettere a disposizione delle tecniche per conoscersi e per governare i momenti di tensione.

Chi studia i sistemi o i processi aziendali sa invece che nei punti critici si dispongono delle sonde, cioè degli indicatori. Si tratta di strumenti che, a colpo d'occhio, danno l'idea istantanea del "buon" funzionamento. Basta pensare a un caso che abbiamo tutti sottomano: l'automobile.
Un termometro sul cruscotto è pronto a segnalarci una temperatura dell'acqua eccessiva, un indicatore tiene sotto controllo il numero di giri del motore: oltre la tacca rossa o cambi marcia, o molli l'acceleratore o vai fuori giri, e così via.

Potremmo pensare di costruirci un piccolo set di indicatori da consultare quando scoppia una di quelle tipiche controversie di coppia: programma del weekend, lavori fai-da-te trascurati, ore trascorse davanti al computer. Improvvisamente può spuntare la frase maligna:
"Non cambierai mai",
"sei come tua madre",
"non capisci niente",
"se va avanti così basta",
"ce l'hai con me".
Non vado oltre, il campionario è interminabile.

Ed ecco allora la mia proposta. Installare qualche "indicatore" da tenere sotto controllo:

Se uno solo di questi segnalatori va nella zona rossa, cambiare marcia, rallentare, fare reset, insomma qualcosa non funziona, possiamo esserene consapevoli.

Magari ne progetto qualcun altro.
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