martedì 10 aprile 2012

Roma...bella cittadina


"Roma... bella cittadina",  farfugliava Govi in una sua famosissima commedia.


Da lì ricomincia il mio percorso lavorativo.

In qualche maniera è tempo di bilanci.
Mi ero riproposto con forza dopo i primi giorni di smarrimento: "il mio desiderio non è girare l'interruttore e ripristinare la stessa situazione di prima. Troverei triste non aver saputo approfittare di questo momento per crescere, o almeno provarci"
e ancora: "sono pronto, anzi ho già ricominciato a guardare avanti; non so bene come, ma nel profondo di me, nei momenti di difficoltà, dopo il panico iniziale, sento sgorgare una forza interiore".


Ne sono stato capace? Sarebbe bello potermi rispondere con un pieno Sì!
In realtà non è così semplice: pensieri negativi e rimpianti si mescolano a speranze e gratitudine.


Deve essere strano, molto strano questo cambio, è il suolo con tutti i muri a venirsene poco a poco giù, ma che bello è poi poter costruire secondo i propri criteri, valori, il proprio edificio. Svincolati da codici di comune uso...se ciò avviene è perchè hai le carte da giocarti.


Questo "cambiamento" è ancora in atto e non si conclude con la lettera di "assunzione".


"...e allora ho pensato che voglio che questo 2012 sia un anno bello importante perchè è l'anno in cui sta per nascere mio nipote, sto per diventare nonno..."
Che cambio, da ruolo di vittima perseguitata a fautore, co-creatore del proprio destino.




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