giovedì 10 aprile 2014

Una sfida ragionata

L'anno scorso la d'Amico ha lanciato il progetto Storyboarding che rappresenta un’opportunità di “partecipazione” alla vita aziendale e un modo nuovo per darne forma attraverso la esperienza chi ci lavora.
Tutte le storie ricevute faranno parte di un e-book e vengono pubblicate, una per settimana, tramite intranet.
Questa settimana è il turno della mia.
Propongo qui la versione in italiano e rimando a quella inglese  al link: "a throughtful challenge"




Questa storia racconta di valori che sono rimasti immutati nel tempo… e di sfide!

Certo che se per sfida si intende il tentare la fortuna o affrontare con azzardo un rischio non calcolato, allora io non sono un uomo adatto alle sfide.
Se invece la sfida è misurarsi con i propri limiti per migliorarsi giorno dopo giorno, se è la disponibilità a cambiare e anche lasciarsi cambiare, allora mi sento a casa mia.

Proprio per questa sensazione di trovarmi a casa mia,  nell'ottobre del 1999, dopo aver incontrato il Top Management di Italia di Navigazione, ho capito che quell'esperienza, quella sfida, sarebbe stata per me importante e mi avrebbe consentito una maturazione professionale unica.
Italia di Navigazione! Un nome che da solo racchiude buona parte della storia della Marina Mercantile Italiana con radici fino all'impresa di Garibaldi, un nome che evoca cambiamenti sociali epocali perché richiama le immagini e i vecchi filmati degli emigranti che affrontavano le traversate oceaniche, e anche un simbolo e un orgoglio per la città di Genova per molti decenni.
La Compagnia era passata da pochi mesi da una gestione statale ad una privata dopo l’acquisizione da parte di d’Amico Società di Navigazione.
Per me, neo-direttore dei sistemi informativi, appunto, una sfida.  Da una parte trovavo una struttura tecnologica obsoleta, dall'altra una società familiare in crescita con una struttura ICT ancora allo stato embrionale. Davanti, la necessità di trovare una sintesi e adottare standard di rete, applicativi e organizzativi adeguati allo sviluppo previsto dall'azienda.
Non solo tecnica però. Gestire il Cambiamento sarebbe stato cruciale. Scegliemmo così il sestante come nome e simbolo del progetto che avrebbe coinvolto tutti i reparti nella revisione dei processi e delle attività,  perché il sestante è uno strumento indispensabile per capire la posizione della Nave in navigazione e perché insieme al compasso aiuta ad orientarsi verso l’obiettivo indicato.
Quella situazione mi evoca un’altra immagine: un pentagramma in bianco dove scrivere uno spartito  per un’orchestra che si era appena assemblata.
Nel mio spartito ho buttato dentro, non solo le capacità professionale ma anche la Passione nel lavorare al progetto.
Passione nel credere alla possibilità di realizzare un grande progetto nei modi e nei tempi richiesti.
Passione per coinvolgere, spronare e fare squadra con le persone coinvolte.
Passione nel momento di condividere con i collaboratori le difficoltà e i successi.
Passione nel comunicare all'esterno quello che si sta realizzando.


Dopo un decennio di assenza dall'azienda, oggi  ho avuto di nuovo l’opportunità di rientrare in d’Amico. Tante cose sono cambiate in meglio, una è rimasta ancora uguale, la voglia di avventurarsi con Passione verso le sfide ancora da affrontare per crescere.
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